LA POLEMICA
Angera, addio alla rete del gas: il Comune vende per 1,2 milioni
Opposizioni all’attacco: «Scelta irreversibile»
Una scelta destinata a segnare il futuro infrastrutturale e finanziario della città. Nella seduta del Consiglio Comunale di ieri, 26 gennaio 2026, l’amministrazione guidata dal sindaco Marcella Androni ha dato il via libera all’alienazione definitiva della rete del gas metano. La delibera è passata con il solo voto della maggioranza, incassando il "no" compatto e motivato di tutti i gruppi di opposizione.
Il piano della maggioranza: incassare per investire
L’operazione si inserisce nel contesto dell’adesione all’ATEM Varese 2. A differenza di altre realtà che hanno optato per l'affitto dei rami d'azienda, Angera ha scelto la vendita. Una mossa che porterà nelle casse comunali — verosimilmente nei prossimi anni — una cifra pari a 1.200.000 euro, corrisposta in un’unica soluzione. Secondo la maggioranza, si tratta di un'operazione di indubbia convenienza economico-finanziaria. I fondi ottenuti, stando alle linee programmatiche della giunta, dovrebbero essere destinati alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici. Tuttavia, proprio su questo punto le opposizioni lamentano una mancanza di trasparenza, segnalando l'assenza di un piano dettagliato o di progetti specifici già cantierabili.
Le preoccupazioni delle minoranze: tariffe a rischio
Dura la reazione dei consiglieri Alice Quadri e Alfio Storari (Angera Per tutti), Nevio Menegat (Città Futura) e Marco Brovelli (A Come Angera). Per i rappresentanti della minoranza, la vendita è stata "precititosa" e priva del necessario approfondimento. «Si modifica in modo permanente il rapporto tra il Comune e un’infrastruttura strategica», spiegano i consiglieri in una nota congiunta.Il timore principale riguarda il portafoglio dei cittadini: l’ingente investimento che il futuro gestore dovrà sostenere per acquisire la rete potrebbe infatti tradursi in un aumento delle tariffe per gli utenti finali. Con la rete fuori dal controllo pubblico, le famiglie e le attività commerciali di Angera rimarrebbero esposte alle sole dinamiche del mercato energetico.
Un altro punto di attrito riguarda il confronto con altri servizi essenziali. Mentre la rete del servizio idrico resta saldamente nel patrimonio dell'Ente, quella del gas viene ceduta definitivamente. Una «strada senza ritorno», come definita dai banchi dell'opposizione. Mentre la maggioranza guarda al bilancio e ai futuri risparmi energetici, la città si interroga sulle conseguenze a lungo termine. Al momento, l'unica certezza è l'incasso milionario; l'impatto reale sulle bollette dei cittadini resta, invece, un'incognita che solo il mercato dei prossimi anni potrà chiarire.
© Riproduzione Riservata


