IL FURTO
Vede il ladro dal balcone e chiama il marito: acciuffato nel bosco
Cassano Valcuvia: marocchino consegnato ai carabinieri dopo aver rubato da un’auto parcheggiata. A bloccarlo due cittadini
Dal balcone di casa, a Cassano Valcuvia, una donna vede un uomo che si aggira con fare sospetto intorno all'auto parcheggiata in cortile. Telefona immediatamente al marito e all'amico (proprietario della vettura) che si mettono subito alla ricerca del sospetto ladro. E sulla pista ciclabile i due incontrano un extracomunitario con in mano uno zaino, che era stato rubato poco prima proprio dalla stessa macchina dopo aver rotto un finestrino. Lo rincorrono e lo bloccano nel bosco, "consegnandolo" infine ai carabinieri.
TRENTENNE IN MANETTE
In manette, con l'accusa di furto in abitazione, è finito un 30enne immigrato marocchino, il quale nell'udienza di convalida ha dichiarato di aver lavorato fino a poco tempo fa come vigilante in Trentino Alto Adige ma di essere ora disoccupato. È successo sabato mattina 24 gennaio a Cassano Valcuvia. Davanti al giudice Luciano Luccarelli l'uomo ha negato di essere l'autore del furto e ha affermato che quella ferita a una mano - secondo i carabinieri della Compagnia di Luino conseguenza dell'effrazione del vetro - gli era stata causata da due persone che lo avrebbero aggredito e ferito con un bicchiere di vetro.
ARRESTO CONVALIDATO E SCARCERAZIONE
Una versione ritenuta inverosimile e fantasiosa dal pm Marco Brunoldi, che ha chiesto la convalida dell'arresto e la misura cautelare del divieto di dimora in provincia di Varese. Richiesta accolta dal giudice Luciano Luccarelli, che ha poi scarcerato l'indagato, il quale non potrà tornare nel Varesotto, pena il carcere. Il processo per direttissima si terrà tra un mese.
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