I RISULTATI DELLA PERIZIA
Uccise la moglie in casa: «Seminfermo di mente»
Renato Bianchi può comunque andare a processo. A novembre aveva colpito a morte Mariella Chiari nella loro abitazione di Mesenzana
A due mesi e mezzo dall’omicidio di Mariella Chiari, una perizia psichiatrica disposta dalla Procura chiarisce le condizioni del marito, Renato Bianchi, accusato di aver ucciso a coltellate l’ottantunenne al culmine di una lite domestica a Mesenzana.
LA PERIZIA
Secondo lo psichiatra forense Marco Lagazzi, il settantottenne presenta un disturbo neurocognitivo che ha «grandemente scemato» la capacità di intendere e di volere, allora come oggi, senza però annullarla: un quadro che lo rende imputabile, con possibile riduzione della pena. Bianchi viene ritenuto in grado di affrontare il processo, anche se l’età richiederà nuove valutazioni. Dopo un periodo in un reparto psichiatrico è ora nel carcere di San Vittore, giudicato idoneo ad assicurargli l’assistenza necessaria. Davanti al giudice per le indagini preliminari Niccolò Bernardi l’uomo aveva confermato la confessione resa ai carabinieri, senza però indicare un movente: un racconto confuso, segnato da continui «non ricordo».
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