FINE CORSA
Bar della stazione chiuso: «Qui terra di nessuno»
Castellanza, le reazioni dopo lo stop dell’attività. I pendolari: «Stazione troppo isolata»
Mentre si continuano a smantellare i locali del bar della stazione ferroviaria, la chiusura di questo importante punto di riferimento suscita le polemiche dei pendolari. La chiusura del bar è una sconfitta per tutti coloro che credono che un presidio sia fondamentale per la sicurezza di tutta la zona. A farse portavoce di queste polemiche è Franco Mora, pendolare che prende il treno a Castellanza ogni mattina alle 7 e rientra alle 19: «È un peccato, ma non mi meraviglia che la titolare abbia dovuto fare questa scelta. È da anni che lo denuncio: la stazione, a cavallo fra Busto Arsizio e Castellanza, è troppo isolata».
Serve monitoraggio
Sorprendentemente, Franco Mora spiega che il bar non era segnalato: «Posso garantire che c’è tanta gente che non sapeva nemmeno ci fosse un bar. Ma al di là di questo, è una stazione dove non si vede quasi mai un gran numero di persone. È grande e ben servita dai parcheggi, eppure di gente ce n’è poca». E qual è il motivo? «L’hanno costruita in un limbo. Questa è terra di nessuno: posizionata fra due comuni, lontana dal centro urbano, non si sa nemmeno se sia di competenza di Castellanza o di Busto Arsizio». Che cosa manca secondo i pendolari? «Il monitoraggio, un controllo costante, per esempio attraverso telecamere. Forse così se ne andrebbero finalmente gli sbandati che dimorano nel sottoscala che collega il parcheggio al primo piano. Grida vendetta quello che vediamo tutti i giorni: siringhe, rifiuti e addirittura escrementi. Però è anche giusto dire che il problema sicurezza c’è solo in quel punto. Qui a Castellanza non ci sono giri di gente pericolosa come nelle altre stazioni». Servirebbero anche più pattugliamenti, secondo Mora: «Lo richiede il buonsenso degli enti preposti, che hanno solo queste armi, videosorveglianza e controlli, per tenere alla larga certi individui».
Problema diffuso
Quello delle stazioni isolate o mal frequentate è un problema diffuso ovunque. Soprattutto nella vicina Rescaldina, dove la presenza di pusher e tossicodipendenti ha portato il Comune ha mettere a punto un progetto sociale: nei locali messi a disposizione da Fnm in comodato gratuito, è stato allestito un presidio con un medico all’interno dell’équipe che opera settimanalmente per allontanare dalla droga i tossicodipendenti; è stato inoltre aperto uno spazio “Check Point”, un servizio ad accesso libero, anonimo e gratuito, dedicato a chi vuole sottoporsi a test per HIV e HCV o ricevere informazioni sulla salute. Castellanza ha invece scelto la strada dell’associazionismo, destinando ai gruppi associativi senza sede i locali vuoti dello scalo ferroviario.
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