IL RICONOSCIMENTO
Giornalisti da mezzo secolo: varesini premiati
Tra i premiati dall’Ordine, anche Gianni Spartà, Francesco Indraccolo, Alessandro Frigerio e Giorgio Lotti
Si è tenuta questa mattina, nell’elegante cornice dell’Aula Magna dell’Istituto dei Ciechi di Milano, la cerimonia di premiazione che ha reso omaggio a 74 giornalisti lombardi per i loro cinquant’anni di iscrizione all’Ordine.
L’evento, solenne e carico di commozione, ha visto la consegna della Medaglia d’Oro ai professionisti che hanno dedicato mezzo secolo alla narrazione e all’informazione. A consegnare le onorificenze è stato il presidente dell’Ordine, Riccardo Sorrentino. Tra i nomi illustri premiati spiccano figure di risonanza nazionale come Ferruccio De Bortoli e la giornalista e scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti.
Una ideale menzione d’onore spetta alla provincia di Varese, che ha dimostrato la sua vitalità giornalistica con ben quattro professionisti insigniti. Un segnale forte di come il territorio continui a essere una fucina di talenti nel panorama dell’informazione. I quattro varesini premiati sono: il nostro Gianni Spartà, Francesco Indraccolo, Alessandro Frigerio e il fotografo Giorgio Lotti.
Giovanni “Gianni” Spartà (classe 1952) ha costruito l’intera carriera professionale all’interno de La Prealpina, scalando le gerarchie da cronista a caporedattore. Sebbene laureato in giurisprudenza e abilitato alla professione forense, scelse la strada dell’inchiostro: «Raccontare processi mi piaceva più che patrocinarli», ha affermato. Francesco Indraccolo (classe 1943) vanta un’importante esperienza internazionale. È stato redattore-capo dell’Ansa a Roma e ha ricoperto incarichi da corrispondente in città chiave come Atene, Buenos Aires, Caracas, Città del Messico e Ginevra.
Alessandro Frigerio (classe 1951) ha iniziato come cronista politico nella redazione del Giornale di Varese. Anticipando i tempi, si è dedicato fin dalle origini all’evoluzione tecnologica, collaborando con riviste specializzate come Data Manager.
Infine, Giorgio Lotti (classe 1937) è un fotografo di fama mondiale. Il culmine della sua illustre carriera fu raggiunto nel 1973 con il celebre ritratto ufficiale di Zhou Enlai, divenuto una delle fotografie più stampate e riconosciute a livello globale.
La cerimonia ha offerto un momento di riflessione cruciale sull’evoluzione della professione. Presente all’evento anche Rosi Brandi, segretario dell’Ordine, che ha commentato: «È stato un momento molto sentito e di riflessione su come sia cambiato il lavoro». Tutti i premiati hanno evidenziato il divario tra il giornalismo tradizionale e quello attuale, inevitabilmente ridefinito dalle nuove tecnologie. Tuttavia, è stato unanimemente sottolineato come la funzione del giornalismo, nel suo ruolo di controllo e informazione, rimanga fondamentale e insostituibile per la nostra democrazia.
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