SUL CONFINE
«I ristorni non si toccano: sono soldi nostri»
Comuni di frontiera compatti, rieletto Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa, alla presidenza: «La politica ci sostenga»
Durante l’assemblea annuale dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera (Acif), svoltasi ieri sera, venerdì 28 novembre, è stato dedicato ampio spazio alla questione dei ristorni per l’anno 2026, tema che nelle ultime settimane ha generato numerose polemiche politiche a livello locale e nazionale.
Confermata la presidenza quadriennale del sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino e nominato il nuovo Consiglio direttivo, si è passati subito al punto più importante dell’ordine del giorno. Ovvero il terzo, quello dei ristorni per il prossimo anno, somme versate dai Cantoni svizzeri ai Comuni di frontiera italiani, rappresentano una fonte essenziale per il sostegno dei servizi locali e per lo sviluppo dei territori confinanti.
QUARANTA MILIONI
Per il 2026, il totale previsto ammonta a circa 128 milioni di euro, comprendendo la quota base di 89 milioni garantita annualmente e una eccedenza di 40 milioni emersa quest’anno. Quest’ultima ha alimentato dibattiti sulla gestione dei fondi, con scontri tra diverse forze politiche sulla destinazione e sull’eventuale utilizzo delle risorse aggiuntive. L’Acif ha ribadito la necessità di rispettare l’accordo internazionale Italia-Svizzera e il Memorandum d’Intesa sottoscritto dai Comuni associati, secondo cui non sono ammesse riduzioni dei ristorni.
«SOLDI NOSTRI»
L’assemblea ha richiesto che la somma complessiva venga attribuita integralmente ai Comuni, sottolineando l’importanza di una gestione trasparente e coordinata dei fondi. Per questo motivo, è stato conferito al Presidente e al Consiglio Direttivo il mandato di richiedere al Governo un incontro urgente, con l’obiettivo di chiarire modalità e tempi di erogazione e garantire la piena tutela dei Comuni interessati.
SOSTEGNO AI CONFINI
I dibattiti politici recenti hanno evidenziato come la gestione dei ristorni possa influire sulla stabilità dei servizi locali, sulla pianificazione degli investimenti e sul sostegno alle comunità confinanti con la Svizzera. L’Acif intende così rafforzare il ruolo dei Comuni di frontiera come interlocutori diretti delle istituzioni nazionali e assicurare che le risorse derivanti dai ristorni siano utilizzate secondo criteri condivisi e trasparenti.
COMUNI COMPATTI
L’assemblea ha confermato la necessità di un’azione coordinata e unitaria fra tutti i Comuni associati, al fine di tutelare le comunità locali e di affrontare le sfide legate ai rapporti transfrontalieri.
La gestione dei ristorni per il 2026 rappresenta dunque un banco di prova per la capacità dei Comuni di frontiera di far valere i propri diritti e di garantire equità nella distribuzione delle risorse, evitando conflitti politici che possano compromettere la continuità dei servizi.
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