IL CASO
L’autista al non vedente: «Mi rompete le scatole»
Increscioso episodio ieri mattina su un bus per l’ospedale
«Sempre a rompere le scatole, anche di mattina presto: la prossima volta prendete il taxi che è meglio» ha sbottato ieri mattina un autista del trasporto urbano, gestito dalla Stie per conto del Comune, rivolgendo intanto anche diversi insulti a un non vedente 71enne che, assieme alla moglie, aveva soltanto chiesto di accostare meglio il bus al marciapiede per scendere un po’ più agevolmente.
La testimonianza
«È la prima volta che mi capita una cosa del genere, magari qualche volta degli autisti appaiono un po’ scocciati per dovere fermare il proprio mezzo più vicino al marciapiede per farmi scendere, ma senza che ci sia mai stato alcun momento di tensione» racconta a “Prealpina” il residente, che era sul bus urbano con il proprio cane addestrato e in compagnia della moglie. Invece stavolta le cose sono andate diversamente.
«Quando siamo arrivati in prossimità della fermata dell’ospedale mia moglie si è limitata a chiedere all’autista se potesse fermarsi più vicino al marciapiede, per consentirmi di scendere senza difficoltà» esordisce l’uomo. Una richiesta che la donna avrebbe posto senza fare alcuna polemica, ma soltanto per consentire al marito di non avere disagi. «Non ci aspettavamo proprio una reazione del genere da parte dell’autista - si lamenta il 71enne - oltre a dircene veramente di tutti i colori, ha a più riprese insistito sul fatto che l’autista era lui e che non dovevamo rompergli le scatole. Siamo rimasti attoniti e alla fine, quando sono sceso, non sono proprio riuscito a non mandarlo a quel paese».
«Non è finita qui»
Una sgradevole vicenda che il residente non vuole finisca per essere dimenticata senza avere insegnato nulla. «Ritengo che quello tenuto dall’autista sia stato un comportamento assolutamente inaccettabile - ribadisce il pensionato - e per questo ho cercato di contattare la Stie per segnalare l’accaduto, ma invano: non sono infatti riuscito a parlare con nessuno; voglio però adesso incontrare la sindaca Ilaria Pagani per spiegarle quel che mi è capitato, in modo che anche il Comune cerchi di fare tutto il possibile per evitare che una grave situazione di questo genere possa ripetersi in futuro».
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