AMMINISTRATIVE 2026
Legnano, avanti con Radice e poche novità
In Consiglio qualche volto nuovo, ma non ci saranno svolte
Fuori un pezzo da novanta come Franco Brumana, dentro dei giovani come Nicola Martocchia e Pietro Cecalupo; fuori Antonio Sassi e dentro Marta Sassi, dentro anche Paola Barbazza, la più votata della lista ”Fare centro”, che sembra decisamente ben motivata. E soprattutto dentro Mario Almici e Maira Cacucci, che dai banchi dell’opposizione promettono di dare un importante contributo alla dialettica politica. Almici è stato assessore al Bilancio a Parabiago, la sua esperienza di amministratore sarà utilissima per confrontarsi con la maggioranza; Cacucci, oggi consigliere regionale, è invece stata assessore alla Sicurezza a Legnano. Sul tema ha parecchie cose da dire, tutto sta nel capire se la maggioranza sarà disposta ad ascoltarla.
La visione della città
Ieri Legnano ha scelto Radice, quindi ha scelto la continuità. Anche se per poche centinaia di voti, la città ha confermato la fiducia in quanto fatto dal sindaco uscente, evidentemente le polemiche sulle piste ciclabili non sono comunque bastate a cancellare i meriti di quella che per i più è stata comunque una buona amministrazione. Confermato sindaco, adesso Lorenzo Radice deve continuare il lavoro che di fatto non ha mai interrotto. Portare a termine i cantieri avviati grazie ai finanziamenti del Piano nazionale ripresa e resilienza, certo, ma anche insistere sulla strada di “fare comunità”, un concetto che gli è sempre stato molto a cuore. «Qui la questione è semplice - riassumeva Radice pochi minuti prima della mezzanotte di venerdì, mangiando una pizza con i pochi che si erano trattenuti al Circolone dopo la festa che aveva chiuso la sua campagna elettorale -. Legnano deve scegliere tra l’individuo e la comunità: tra chi ha paura e difende il suo, e chi invece vuole aprirsi perché crede nella necessità di fare la propria parte per il bene della comunità». Il risultato alle urne non è stato netto, ma quelle poche centinaia di voti in più adesso gli permettono di continuare su una strada che di fatto era già stata intrapresa sei anni fa, ad esempio varando progetto importanti come “La scuola di fa città”, che ha portato l’amministrazione a investire molto su un quartiere difficile come la Canazza. Di certo Radice potrà contare su una maggioranza compatta, anche questa volta la scelta di non concedere apparentamenti lo ha premiato, vedremo se i nuovi consiglieri entrati in maggioranza potranno contribuire con nuove idee. In attesa che il sindaco presenti la sua squadra di giunta (che con buone probabilità vedrà delle riconferme, a partire dall’assessore al Bilancio Luca Benetti, che nella lista del Pd è stato più più votato), il consiglio comunale sarà composto dai 24 consiglieri rappresentati nelle fotografie pubblicate in questa pagina.
Così le opposizioni
E per quanto riguarda invece le opposizioni? La Lista Toia guadagna due seggi, una per la candidata sindaco Carolina Toia, e una per suo fratello, il capolista Francesco Toia. I due hanno tentato di tutto per favorire la svolta di Almici, di fatto a loro volta ripartiranno da dove erano rimasti, cioè dai banchi dell’opposizione. Indipendentemente da chi sarà il presidente del consiglio (Radice ha evitato di prendere impegni in merito), anche alla luce di come è stata condotta la campagna elettorale è sinceramente difficile immaginare che Francesco Toia possa ammorbidire il suo atteggiamento nei confronti del centrosinistra. Resta invece tutto da valutare il peso dei nuovi consiglieri del centrodestra, a partire appunto da Almici e Cacucci. Durante la campagna elettorale Almici ha sempre mostrato un grande equilibrio, Cacucci ormai vanta un’esperienza politica di lungo corso. I due possono contare sulla collaborazione di personaggi come Franco Colombo e Stefano Carvelli, che in questi ultimi sei anni hanno sempre portato avanti un’opposizione costruttiva, e soprattutto su una colonna della politica legnanese come Letterio Munafò (Forza Italia). Confermata anche Daniela Laffusa (Lega), che nell’ultimo mandato si è spesso distinta per la sua combattività. Fuori da tutti i giochi, Federico Amadei resterà l’unico rappresentante del polo civico. Anche la sua esperienza sarà sicuramente un valore aggiunto, nella speranza che il nuovo consiglio sappia lasciarsi alle spalle i veleni che hanno diviso il vecchio.
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