SUL CONFINE
Ristorni, 40 milioni in bilico: «Unità o guai per tutti»
Comuni in pressing, Monti spegne la polemica politica
Nella polemica furibonda che si è scatenata in questi giorni attorno ai soldi ristorni dei frontalieri, le parti in contesa sembrano essere d’accordo su un aspetto: i 40 milioni di euro che ballano tra gli 89 milioni di euro garantiti ai Comuni per legge e i 129 milioni in arrivo dalla Svizzera all’Italia, devono rimanere sul territorio. Già, ma a chi?
I Comuni li vorrebbero intascare. Oppure resteranno sempre nei territori di frontiera, ma ad altri enti locali?
L’argomento è tecnico, ostico e, come spesso capita in Italia, tra la complessità della legge in materia e una cifra che si è gonfiata oltremodo rispetto a quanto previsto nel 2020, si è scatenato un corto circuito dove la politica, territorio di scintille per antonomasia, ha dato vita a un incendio dialettico.
La legge sibillina
Per ricompattarsi sull’obiettivo di portare nei territorio di confine il “malloppo” c’è tempo fino a martedì, quando in Regione Lombardia si discuterà una mozione in tal senso: «La legge nazionale non è chiara - ha detto Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega, in una conferenza online organizzata nel tardo pomeriggio di ieri - e quindi il rischio è di perdere questi 40 milioni. Noi non lo vogliamo. Il soldi non devono andare persi ma rimanere sul territorio. Discutiamone, cambiamo assieme qualcosa della mozione però la strumentalizzazione di questi giorni di alcuni esponenti del Partito democratico non c’è piaciuta».
Ancor più duro il deputato leghista Stefano Candiani: «Potevano dire che la norma era stata scritta con leggerezza, che non è stato riportato quanto concordato nel memorandum precedente alla norma. Ma è disonesto intellettualmente sostenere che in corso c’è una manovra per togliere dei soldi ai Comuni da parte del Governo, della Lega e di Giorgetti. Chi lo dice è un bugiardo. E queste parole sono frutto dell’esasperazione di chi ha fatto le cose in maniera corretta. Perché non solo questi 89 milioni di euro sono garantiti ogni anno ma si è previsto che anche l’Irpef dei nuovi frontalieri resteranno sui territori con cifre che, nel corso degli anni, diventeranno astronomiche. Eppure qualcuno dice che li togliamo alle zone di confine per girarli a Caltanissetta o a Bergamo».
Insomma, secondo l’esponente del Carroccio, «non solo non è stato tolto nulla ma aggiunto. E questi proventi alimenteranno un fondo, la cui dotazione servirà per progetti di sviluppo economico e sociale, per infrastrutture tra Italia e Svizzera e per l’aumento degli stipendi di chi resta a lavorare in Italia nelle zone di confine».
«Serve compattezza»
Dopo lo sfogo, quindi, i due leghisti, come capita spesso in politica, hanno comunque aperto al dialogo con gli avversari e Monti ha chiesto «compattezza».
Ora non resta che vedere cosa accadrà martedì prossimo con la votazione della mozione al Consiglio regionale della Lombardia e, poi, monitorare cosa accadrà dei 40 milioni “ballerini”.
Resteranno sul territorio? A chi andranno? E per quali progetti?
Ma soprattutto: in questi anni, per esempio, i soldi dei ristorni dei frontalieri non sempre sono stati utilizzati proprio a regola d’arte da tutti i Comuni. Stavolta andrà meglio?
Candiani e le critiche del Pd:
«Ingenerose e pretestuose
perché i fondi resteranno
nel nostro territorio»
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