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«Sono sereno ma non mi sento pronto a perdonare»
Nicolò Maja, unico sopravvissuto della strage famigliare di Samarate, ospite di Bruno Vespa a “Cinque minuti”
Nicolò Maja, unico sopravvissuto della strage di Samarate del 4 maggio 2022, è stato ospite martedì sera, 25 novembre, negli studi di Roma del programma di Rai Uno “Cinque Minuti” – condotto da Bruno Vespa - in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. La notte tra il 3 e il 4 maggio di tre anni e mezzo fa il padre di Nicolò, Alessandro Maja – poi condannato all’ergastolo – sterminò la sua famiglia, la moglie Stefania Pivetta e la figlia Giulia Maja, e ferì molto gravemente l’altro figlio Nicolò, allora ventiquattrenne, che si è ripreso dopo tantissime sofferenze.
Nicolò – accompagnato a Roma dagli inseparabili nonni Giulio e Ines – ha risposto alle domande del conduttore di “Cinque Minuti” e di “Porta a Porta” incentrate sulla strage e le sue conseguenze. La mamma Stefania e la sorella Giulia sono in ogni istante della vita di Nicolò nel suo cuore. «Adesso non mi sento pronto a perdonare papà per quello che ha fatto» è stata la risposta a Bruno Vespa, con l’ammissione anche che papà Alessandro gli scrive lettere dal carcere di Opera. Su questo Nicolò ha però glissato senza sbilanciarsi e non dicendo quindi se a queste missive ha risposto.
Nicolò in questo momento non solo non pensa al perdono ma non se la sente di andare a trovare papà Alessandro in carcere perché ancora comprensibilmente enorme il dolore e l’orrore subito. Il giovane samaratese ha detto - rispondendo a Vespa – di essere «in questo momento sereno e felice, di vivere una rinascita, orgoglioso del lavoro alla ditta Leonardo che ringrazio per aver creduto in me». Alla fine della trasmissione – era presente per un’altra storia anche Letizia Piccinini - il decano dei giornalisti Rai ha augurato a Nicolò «di trovare la serenità per poter incontrare papà Alessandro».
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