LA PROPOSTA
«Restate a lavorare qui: vi diamo 900 mila euro»
Accordo al centro disabili per evitare la fuga del personale: bonus e incentivi
«Villa Santa Maria rappresenta una realtà particolarmente avanzata nel campo della neuropsichiatria infantile e delle disabilità. Proprio per questo è fondamentale continuare a investire sulle professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, professionalità che rendono possibile questo lavoro». A parlare è Eugenio Busellato, sindacalista Al Cobas per Como e Varese. Ma stavolta il sindacato non ce l’ha con la parte datoriale in un settore come quello socio-assistenziale, dove la fuga dei dipendenti e la forza attrattiva della Svizzera sono fenomeni con i quali fare i conti. Anche nel privato.
Anzi. Stavolta Busellato s’è appellato alla stampa perché sul piatto l’azienda che gestisce il centro per persone disabili di Oggiona con Santa Stefano ha messo quasi un milione di euro tra premi di risultato legati all’accordo integrativo aziendale, bonus per la disponibilità ai turni e incentivi alla permanenza in servizio, per tenersi il personale e non farselo scappare.
Fidelizzazione
«In un contesto in cui il settore sanitario è caratterizzato da una forte mobilità del personale questi accordi rappresentano un elemento importante per migliorare le condizioni economiche e stabilizzare gli operatori», spiega l’altro sindacalista Al Cobas che sta seguendo la vicenda, Antonio Ferrari. «Il consolidamento di questi strumenti dimostra la volontà di proseguire su una strada che rafforzi la fidelizzazione dei lavoratori».
I numeri
I conti fatti dal sindacato parlano per la precisione di 900mila euro investiti. Soldi che non sono andati tutti ad Oggiona, ma che vanno spartiti con le altre sedi della società che stanno una a Tavernerio e una ad Appiano. Tra il Varesotto e il Comasco, comunque lungo quella linea di confine non scritto che riguarda i frontalieri. L’azienda da parte sua s’è già detta convinta della scelta che ha fatto e decisa a proseguire. «Il nostro obiettivo è rafforzare la permanenza dei professionisti all’interno dell’azienda – sottolinea Gaetana Mariani, presidente di Villa Santa Maria –. La collaborazione con le organizzazioni sindacali ci permette di costruire strumenti concreti».
La vendita
Tutto questo, aspettando la Soprintendenza. Perché sulla sede oggionese del gruppo pende l’attesa per il parere dell’ente circa la possibilità che la villa che ospita i disabili sia messa in vendita. Il sindaco Franco Ghiringhelli un anno fa ha avviato l’iter per la messa all’asta dell’immobile, che è di proprietà del Comune, ma sul quale l’amministrazione non ha la forza di mettere in previsione investimenti e ristrutturazioni importanti. Da qui l’idea della cessione all’asta, nella speranza che il centro per disabili non cerchi una sistemazione migliore altrove. Ma all’inizio di questo mese il Comune aspettava ancora il parere della Soprintendenza per l’ok. «Fino a giugno, credo», s’è rassegnato ad aspettare Ghiringhelli. In paese chi è contrario alla vendita della villa gongola, ma il sindaco il suo timore l’ha già espresso più di un anno fa: «Se l’operatore se ne va chi lo dice alle famiglie?».
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