500 ANNI
Un 2020 dedicato a Raffaello

Quando morì, la notte del 6 aprile 1520, Roma sprofondò nella disperazione.
Secondo il corrispondente di Isabella d’Este, la sciagura si era ripercossa sul palazzo del papa, in parte crollato; i poeti scrissero che la natura, invidiosa di tanta bellezza, l’aveva rapito. I maldicenti ne attribuirono la morte agli eccessi sessuali.
Tutti però concordavano sul fatto che Raffaello era pittore divino perché con la sua arte aveva vinto la sfida con la natura.
Per tutto il 2020 una rosa rossa sulla tomba di Raffaello accompagnerà le celebrazioni per i cinquecento anni dalla sua morte. Qui una selezione di eventi espositivi, cui si affiancano convegni e occasioni di studio e ricerca.
A Roma, alle Scuderie del Quirinale (5 marzo-2 giugno), una grande monografica rappresenta l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale. La mostra riunisce circa 200 capolavori con prestiti eccezionali, come la Madonna del Granduca e la Velata dagli Uffizi, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassare Castiglione dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado.
Sempre a Roma, dal 24 marzo, negli spazi della Domus Aurea si apre un evento espositivo dedicato al tema delle grottesche, con apparati interattivi e multimediali. Il progetto, curato dal Parco archeologico del Colosseo e da Vincenzo Farinella, racconta la storia e l’arte di uno dei complessi architettonici più famosi al mondo, che ha segnato e influenzato, con la sua scoperta, l’iconografia del Rinascimento.
Terminata l’esposizione del ciclo di arazzi disegnati da Raffaello per Papa Leone X nella cappella Sistina, alla Pinacoteca Vaticana si inaugura la risistemazione della sala ottava dedicata a Raffaello, in concomitanza con l’esposizione della Pala dei Decemviri di Pietro Perugino, con la sua cornice e la sua “cimasa” dalle quali era stata separata nel 1797 per le requisizioni napoleoniche (fino a 30 aprile).
A Palazzo Ducale di Urbino terminata l’antologica «Raffaello e gli amici di Urbino», dal 12 giugno al 1 novembre si terrà la mostra «Raffaello e Baldassarre Castiglione» a cura di Vittorio Sgarbi, Elisabetta Losetti e Pietro Di Natale. Tramite la figura dell’autore del Cortegiano si mette a fuoco la cultura di un’epoca: arte, oggetti, codici, diplomazia, letteratura, armi e vita a corte.
La casa natale di Raffaello a Urbino ospita «Raffaello: dalle origini al mito» (2 marzo-6 aprile): un racconto digitale sotto forma di esperienze interattive e percorsi virtuali negli spazi che hanno visto nascere e formarsi il grande artista.
A Milano, grande successo per la mostra terminata il 2 febbraio, «Raffaello 2020», al Museo della Permanente. Il capoluogo lombardo possiede due opere di Raffaello, il cartone della Scuola di Atene alla Pinacoteca Ambrosiana e lo Sposalizio della Vergine, alla Pinacoteca di Brera. Qui (le date sono in via di definizione) verrà riproposto lo storico allestimento di Bruno Munari, scoperto recentemente. Si tratta di una installazione visuale progettata per la Pinacoteca nel 1977, etichettata: la «visualizzazione della struttura armonica dello Sposalizio della Vergine». Al Castello Sforzesco «Omaggio a Raffaello» a cura di Claudio Salsi, con la collaborazione di Alessia Alberti, Giovanna Mori, Francesca Tasso (dicembre 2020-febbraio 2021) proporrà una riflessione sulle collezioni appartenute al pittore Giuseppe Bossi (1777-1815) e la sua passione per Raffaello, da lui considerato tra i più eccelsi modelli dell’arte italiana.
L’Accademia Carrara di Bergamo ha riaccolto “a casa” il San Sebastiano, dopo la mostra di Urbino, e a questa tavola e all’artista dedicherà alcuni appuntamenti didattici con approfondimenti durante le visite guidate. Abbonamento musei dedica a Raffaello e al cinquecentenario uno dei suoi Grand Tour, previsto ad aprile. Grand Tour 2020 è un calendario ricco di itinerari, tra passeggiate, percorsi in bus e visite tematiche alla scoperta della Lombardia che offrono la possibilità di avvicinarsi ulteriormente al patrimonio culturale della regione.
A Piacenza, nel complesso monastico di San Sisto, per la prima volta aperto al pubblico, video e ricostruzioni virtuali raccontano la storia della Madonna Sistina, realizzata dal Divino Pittore per la chiesa piacentina ma portata a Dresda nel 1754 (24 aprile-26 luglio).
A Perugia la Galleria Nazionale dell’Umbria presenta una riflessione sulla Deposizione Baglioni attraverso sette copie dell’originale di Raffaello (fino al 10 gennaio 2021). Iniziative alla scoperta delle tracce della vicenda artistica di Raffaello in Umbria, qui tutte le informazioni. A Loreto dal 4 aprile al 5 luglio la mostra «La Madonna di Loreto di Raffaello», illustrerà le vicende legate al dipinto. Fino al 7 aprile al Museo Diocesano di Matera sarà esposto il celebre dipinto a olio della Madonna del Velo, conservata nella Cattedrale di Toledo.
Al Mart di Rovereto un confronto antico-moderno (fino al 10 gennaio 2021) con la mostra «Picasso, De Chirico e Dalì: dialogo con Raffaello», un omaggio che si concentra sulla sua eredità in tre grandi del Novecento.
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