LE IPOTESI
Abbattere e ricostruire la Manara: prende quota il “modello Legnano”
Il futuro della piscina di Busto Arsizio sembra segnato. L’ora delle ruspe si avvicina
Le valutazioni sono ancora in corso, la gara che deciderà i partner e le modalità dell’operazione sarà bandita nei primi mesi del prossima anno. Ma più passa il tempo, è più è probabile che per la piscina Manara il Comune di Busto Arsizio e il gestore Acquamore seguano la stessa strada già intrapresa dal Comune di Legnano, dove Aquamore è già gestore dell’impianto comunale. Quella scoperta che funziona e si prepara alla nuova stagione, e quella coperta che non è agibile dal lontano 2019, quando una perizia disposta dal commissario prefettizio Cristiana Cirelli aveva mostrato che la struttura aveva gravissimi danno strutturali.
IL CASO DI LEGNANO
In un primo momento il Comune di Legnano aveva elaborato un progetto per ristrutturare la piscina, poi la giunta di Lorenzo Radice aveva affidato l’impianto ad Acquamore e aveva bandito una gara per rifare il progetto da capo. Il risultato? Un investimento di oltre 15 milioni di euro e l’affidamento della gara a un’Associazione temporanea d’imprese con capofila Techne SpA: il cantiere, avviato nel 2024, sarà chiuso entro settembre e Aquamore è già pronta per gestire l’impianto per i prossimi 20 anni. Problemi simili, contesto simile, stesso gestore e stesse regole che sottendono alla collaborazione tra pubblico e privato (partenariato o progetto finanziario); probabilissimo che anche la giunta di Emanuele Antonelli finirà per trovare quindi anche una simile soluzione. Cioè che chi vincerà la gara decida che la cosa più conveniente da fare è radere al suolo la vecchia Manara per ricostruirla ex novo.
Il servizio completo sulla Prealpina di giovedì 11 giugno in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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