DA VIVERE
«Accomodatevi nel mio salotto sostenibile»

L’arredamento a livello mondiale è il terzo settore per consumo di legno, dopo l’edilizia e la carta e in Italia rappresenta un settore importante del made in Italy. Il legno è la materia prima per eccellenza dello sviluppo sostenibile: naturale, rinnovabile, prodotto dall’assorbimento di anidride carbonica ne mantiene lo stoccaggio, facilmente lavorabile, riutilizzabile e riciclabile. Ma una parte del legno proviene anche dalla distruzione/degrado delle foreste, che causano il 12 per cento delle emissioni a livello mondiale. La provenienza del legno è quindi un elemento essenziale della sostenibilità del prodotto e il mercato internazionale dà valore e richiede la certificazione, che si sta affermando anche in Italia. Quando si progetta occorre riflettere sul materiale che utilizziamo e come lo facciamo, senza perdere di vita estetica e funzionalità, riflessioni che da sempre alimentano il lavoro dell’architetto e designer varesino Giorgio Caporaso, conosciuto da molti anni per le sue esplorazioni intorno alla sostenibilità nel design e nell’architettura con progetti, prodotti e servizi che puntano a minimizzare i consumi, gli sprechi, il packaging. «La domanda di come contribuire a salvaguardare il pianeta è necessariamente trasversale e quindi è inevitabile che sia sempre più presente in tutti i settori della progettazione». Durante l’ultima Milano Design Week Caporaso ha collaborato con PEFC Italia, un’associazione senza fini di lucro che costituisce l’organo di governo nazionale del sistema di certificazione PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), cioè il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale.
L’idea era quella di promuovere la campagna di sensibilizzazione Forests Are Home, che nasce per spingere verso un approvvigionamento sostenibile nel settore arredo e per riunire tutti coloro che sono coinvolti nella creazione, progettazione e costruzione di mobili nella ricerca di un nuovo modo di produrre in maniera sostenibile. Giorgio Caporaso, progettista tra i precursori dell’eco design e del circular design, è stato scelto come figura di riferimento da PEFC per l’ideazione di un “salotto sostenibile” in legno certificato, costituito da una sedia/poltrona affiancata da un tavolino basso, da un altro dinamico tavolino che, all’occorrenza, diventa anche sgabello e una libreria modulabile e componibile. A supportare il progetto, le aziende Stilwood, Artigian Mobili, Gilegno e la Casa del Mobile, che hanno fornito i materiali e realizzato i mobili e Faberlab di cui Caporaso è anche art director e chief designer. «Quando sono stato chiamato da PEFC per la proposta di collaborazione, nonostante i tempi strettissimi per l’imminente Fuorisalone, ho accettato subito senza esitazione di progettare degli arredi per questo “primo racconto” da presentare alla Milano Design Week, certo che avremo modo di approfondire la nostra collaborazione nel tempo – racconta l’architetto Caporaso -. Partendo dall’idea di valorizzare la foresta e tutta la sua ricchezza di biodiversità, ho adottato un approccio sistemico basato sulla crescita e sulla trasformazione della natura. Ho pensato degli arredi, costituiti da parti facilmente assemblabili, che includono l’utilizzatore come parte attiva nella messa in forma finale, in modo da trasmettere il valore della materia e di creare una esperienza materica con l’oggetto. Ho progettato una poltrona, una libreria e due tavolini rispettando il mio approccio circolare al progetto, ma curando anche il rapporto tra l’utente e il suo prodotto. Il piacere di costruire e comporre un oggetto di arredo, permette di “comprenderlo” meglio e di rispettarlo maggiormente, godendo di tutta la sensorialità e la bellezza del legno e creando una sorta di legame affettivo con la natura. È importante anche sapere che i singoli elementi preziosi che lo compongono possono essere sostituiti, come pezzi di ricambio, per la manutenzione e la riparabilità che si possono scomporre e ricomporre o arricchire con nuovi colori e finiture».
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