RIVOLUZIONI
Affitto, il trend mondiale

In un mondo globalizzato e attento all’ambiente la sharing economy, ovvero l’economia collaborativa, è ormai un mantra per tutti.
Il riuso, il riutilizzo e la condivisione di competenze, tempo, beni e conoscenze si possono applicare a svariati ambiti per incentivare stili di vita nuovi che riescono a favorire il risparmio o ridistribuzione del denaro, la socializzazione e la salvaguardia dell’ambiente.
Primo tra tutto il car o bike sharing, realtà ormai consolidati in tutte le grandi città, le persone si muovono molto, cambiano spesso casa e città ed il possesso di un bene come l’auto diventa superfluo e a volte difficile da gestire.
Secondo un sondaggio condotto dalla Resolution Foundation, un giovane inglese su 3 afferma che non possederà mai una casa di proprietà. Un passaggio epocale da «possedere» a «fruire» ogni genere di bene, tra cui anche i mobili, che avviene in chiave sostenibile: alla fine del periodo di utilizzo infatti i pezzi vengono passati ad altri utenti o riciclati e riutilizzati per le nuove produzioni. Proprio da questa esigenza è nata e si sta diffondendo rapidamente anche un altro modello di condivisione, quello dei mobili in affitto.
Questo servizio va a colmare una necessità espressa da sempre più persone, soprattutto le nuove generazioni che cambiano spesso lavoro e quindi casa e non è sempre facile trovare alloggi completi di tutto o arredati bene per poterci trascorrere anche brevi periodi. Si tratta dunque di una tendenza internazionale che sta letteralmente rivoluzionando il mercato dell’arredamento, destinato a diventare un vero e proprio trend anche in Italia.
La stessa Ikea sta formulando un’ipotesi di questo tipo rivolta soprattutto a studenti, espatriati e persone che lavorano distanti dalle loro famiglie e che magari si ricongiungono solo nei fine settimana e necessitano di un alloggio confortevole per la settimana.
L’amministratore delegato della multinazionale svedese, Jesper Brodin, si dice pronto a questa rivoluzione che in sostanza dovrebbe prevedere l’affitto di mobili per un certo periodo per poi decidere se riscattarli oppure riconsegnarli in negozio. Non si conoscono ancora perfettamente le tempistiche, ma sicuramente su questa scia molte saranno le proposte che nasceranno anche da altre aziende, brand e produttori di mobili.
© Riproduzione Riservata