Come sfuggire all’inverno? Rintanandosi

L’inverno è ormai alle porte ed è tempo di rinnovare o arricchire casa di soffici e calde coperte plaid e accessori di lana che rendano l’ambiente più accogliente per la stagione fredda.
Naturalmente molto diffusi oggi sono le fibre sintetiche, specialmente nell’abbigliamento, che hanno quasi del tutto sostituito le fibre naturali perché meno costose e più performanti, capaci di assorbire l’umidità, più leggere, traspiranti e resistenti all’usura.
Ma se consideriamo in particolare il mondo dell’arredo sono le fibre naturali le più apprezzate ancora oggi, capaci di donare un’atmosfera ed un comfort unici in termini visivi e tattili. Parliamo di lana ma... c’è lana e lana, dalla più preziosa sino a quella considerata più “standard”.
In un’ipotetica classifica la lana più pregiata arriva dal Perù ed è la Vigogna, il manto di un camelide delle Ande che è stato salvato dall’estinzione grazie alle politiche di un Perù che ne ha capito la grande importanza oltre che fonte di ricchezza perché si tratta della lana più costosa al mondo: un chilo di vigogna può superare tranquillamente i 400 euro.
Subito dopo troviamo il cashmere, che conosciamo meglio perché molto diffuso anche nell’abbigliamento.
Si ricava dal sottopelo della capra Kel che vive nelle zone montuose dell’Asia meridionale ma le migliori lavorazioni vengono fatte tradizionalmente in Scozia e in Italia. Altre lane pregiate sono l’angora (prodotta tosando il coniglio d’angora), poi il mohair, la lana più simile alla seta per lunghezza e lucentezza dei peli delle capre di origine turca ed infine la merino che si ricava da pecore originarie della Spagna, ma oggi diffuse in tutto il mondo (in particolare in Australia e Nuova Zelanda).
Uno dei disegni più famosi creati partendo dalle fibre di lana, spesso un mix di diverso tipo come il merino e il cashmere è sicuramente il tartan, tipico delle Highland scozzesi con cui si realizza Il kilt, il tipico gonnellino considerato un simbolo tradizionale della Scozia. Questo disegno è ottenuto con fili di colori diversi che si ripetono con uno schema definito, uguale sia nell’ordito che nella trama, denominato sett. L’armatura del telaio per tessere il tartan è la saia. I blocchi di colore si ripetono verticalmente e orizzontalmente in un modello distintivo di quadrati e linee che, intrecciandosi, danno l’apparenza di nuovi colori miscelati da quelli originali.
Il tartan è spesso chiamato plaid in Nord America, mentre in Scozia il plaid è una tela appesa sopra la spalla come fosse un accessorio del kilt, o in alternativa una semplice coperta da disporre su un letto. Nelle ultime fashion week si è visto ovunque: su mini abiti, gonne, cappotti e accessori, da modelli in stile kilt, alle ruches, ai cappotti oversize a stivali e borse colorati.
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