L’ITINERARIO
Alla scoperta della Val Bavona

Due giorni nell’angolo forse meno frequentato e segreto del Canton Ticino. È la Val Bavona, laterale della Valle Maggia, dove le pareti pietrose che la racchiudono e che si innalzano per centinaia di metri sono le tracce visibili dell’antica presenza dei ghiacciai in questa zona. Ora di quei ghiacci è rimasto soltanto la distesa bianca del Basodino, l’unico e ultimo ghiacciaio interamente nel territorio del Canton Ticino e destinato alla scomparsa entro qualche decennio. Ma le pietre disseminate ovunque, così come i massi giganteschi nelle vallate testimoniano una montagna viva, seppure il passato glaciale sia ormai un effimero ricordo. E così, qui, con un lavoro durato secoli, l’uomo è riuscito a creare prati, campi e giardini armoniosamente inseriti nelle rocce e nelle gole.
TRA NATURA E CULTURA
Tra natura e cultura, meritano certamente una visita i 12 borghi ordinatissimi e sparsi nella valle e abitati solo in estate, dove la pietra grigia “danza” con l’abbellimento dei fiori su balconi e finestre. Un’altra particolarità della Val Bavona è l’assenza di una rete elettrica: il fabbisogno di energia viene coperto completamente con energia solare, anche se le tre centrali idroelettriche della valle producono grandi quantità di energia per tutto il resto del territorio. Se i ghiacciai, infatti, sono quasi spariti, di acqua ce n’è ancora. E in quantità.
Come sull’itinerario percorso qualche giorno fa e praticabile almeno fino a quando la neve non ricoprirà nuovamente il territorio.
L’ESCURSIONE
L’escursione parte da San Carlo, a circa 2 ore d’auto da Varese. Da qui, in circa 3.30 ore e 1.200 metri di dislivello si raggiunge la Capanna Pian di Crest (info sav-vallemaggia.ch). La salita, facile tecnicamente, ma molto ripida e con diversi gradoni di sasso, si svolge per buona parte nel bosco. Dopo il limite della vegetazione, intorno ai 1.800 metri si apre un grande piano di oltre 5 ettari, circondato da un anfiteatro di cime imponenti. Ci si trova in una zona riconosciuta molto importante da un punto di vista botanico che, in questi giorni, sta iniziando a colorarsi d’autunno. La capanna ha una quarantina di posti e, pur essendo vicinissima all’Italia, è curioso notare come sui 700 pernottamenti dell’estate 2023, soltanto una dozzina di persone provenivano dal nostro Paese.
I LAGHI
Arrivando nel primo pomeriggio si possono visitare i dintorni e, quindi, salire alla Bocchetta del Fornasel col suo laghetto (60 minuti dalla capanna), oppure andare ai Laghi d’Antabia (15 minuti) per un coraggioso tuffo, solitamente effettuato dagli escursionisti nordici, più abituati a certe temperature frizzanti. Il giorno dopo rappresenta sicuramente il piatto forte dell’itinerario: si viaggia in una zona frequentata pochissimo, selvaggia che, dopo 7 ore, 600 metri di dislivello di salita e addirittura 2mila metri di discesa riporterà in Val Bavona.
IL TRATTO IMPEGNATIVO
L’alba, svelando centimetri per centimetri i laghetti, accompagna verso il punto più alto della traversata, la Bocchetta della Crosa. È il tratto tecnicamente più impegnativa, tra pietraie e sfasciumi, per escursionisti esperti, anche se non ci sono tratti esposti o verticali. Le pietraie proseguono anche dopo aver scollinato, per almeno un paio d’ore fino ai laghi della Crosa, due bacini gemelli, che si superano passandovi in mezzo.
LA DISCESA
A questo punto parte la discesa a rotta di collo: 3 chilometri e 900 metri di discesa tra tornanti e gradoni di pietra, dove le ginocchia sono messe decisamente alla prova. È arrivato il momento dei boschi, degli alpeggi e soprattutto cascate che scendono da ogni versante, fino a raggiungere Calnegia e la sua valle, dove c’è un punto in cui addirittura si vedono cinque cascate da circa 50-80 metri di salto. Proseguendo lungo la valle, ora con pendii decisamente più addolciti, si ritorna nel regno degli uomini, arrivando a Foroglio, splendido borgo con edifici in pietra e dove, prima di tornare a San Carlo in bus, si possono ammirare le omonime cascate, che scendono a valle con un fragoroso salto di 110 metri.
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