OCCUPAZIONE
Altro che IA: ecco i veri lavori introvabili
Mancano meccanici, elettricisti e manutentori: i 1.200 posti che l’intelligenza artificiale non può sostituire. L’analisi di Openjobmetis SpA
«Un robot può scrivere una sinfonia?», chiede Del Spooner (Will Smith) in una scena del film “Io, robot” tratto dall’omonimo romanzo di Isaac Asimov. «Puoi tu?», chiede in risposta il robot Sonny. Ha le idee chiare su cosa le macchine umanoidi e non solo non saranno in grado di fare Rosario Rasizza, Ceo di Openjobmetis. L’Agenzia per il Lavoro nata nel 2011 dalla fusione di Openjob SpA e Metis SpA ha da poco presentato un’analisi condotta presso le proprie aziende clienti. Da questa, si evince che nonostante l’adozione sempre più diffusa dell’AI in tutti i settori, sono le professioni tecniche, operative e specializzate a essere ancora oggi le più introvabili.
Secondo la rilevazione, sono oltre 1.200 le posizioni aperte su tutto il territorio nazionale, distribuite su 20 regioni. Le figure più ricercate a livello nazionale sono il meccanico, con 286 posizioni (pari a circa il 24% del totale), e il manutentore industriale, con 220 posizioni (pari al 18%). Sul terzo gradino del podio figura l’operaio edile, con 194 posizioni (pari al 16%). A seguire troviamo: l’autista (166 posizioni), l’elettricista (114), il saldatore (108), l’idraulico (70), il tecnico di automazione (24), il tecnico di laboratorio (20) e il programmatore CNC (Computer numerical control) (12).
Dal punto di vista geografico, quasi il 50% della domanda si concentra prevalentemente al Nord e in Toscana. Veneto (188 posizioni), Lombardia (184) e Toscana (180) sono le regioni più attive e da sole rappresentano una quota significativa delle ricerche nazionali. Seguono Friuli-Venezia Giulia (118 posizioni), Piemonte (90) e Marche (84). Al Sud e nelle isole la domanda è più contenuta ma comunque presente, con Sicilia (46 posizioni), Puglia (44) e Campania (24) come regioni principali. I profili che appaiono più critici in termini di reperibilità sono soprattutto i manutentori industriali e i meccanici specializzati, in particolare nelle aree manifatturiere del Nord-Est e del Nord-Ovest, dove la domanda è elevata e la concorrenza tra aziende può incidere sulla disponibilità dei candidati. Anche le ricerche di operai edili risultano diffuse su più territori, con una concentrazione significativa in Veneto, Toscana e Friuli-Venezia Giulia. Per gli autisti di mezzi pesanti e pubblici, la criticità sembra concentrarsi soprattutto in Toscana e nelle Marche, dove il numero di posizioni aperte è particolarmente rilevante rispetto al totale regionale.
Per i profili più specializzati, come tecnico di automazione e programmatore CNC, la difficoltà non è solo legata al numero di candidature disponibili, ma anche all’allineamento tra competenze richieste e profili presenti sul mercato. In questi casi, il gap può riguardare competenze tecnico-digitali, conoscenza di sistemi automatizzati, capacità di lettura del dato e familiarità con logiche produttive evolute. In termini di skill richieste dalle imprese, oltre alle competenze tecniche specifiche di ciascuna mansione, emergono alcune competenze trasversali sempre più rilevanti: capacità di lettura di schemi tecnici e disegni, conoscenza di sistemi di controllo digitale come PLC e CNC, attenzione alla manutenzione preventiva e predittiva e, per i profili senior, capacità di coordinare piccoli team o interfacciarsi con reparti diversi. Si tratta di figure che, pur non sostituibili dall’AI, si stanno evolvendo anche grazie all’integrazione di competenze digitali e tecnologiche.
«Permane una difficoltà strutturale nel reperimento dei candidati, dovuta al progressivo disallineamento tra domanda e offerta di competenze tecniche, alla ridotta attrattività percepita di alcuni percorsi professionali presso le nuove generazioni e, in alcuni casi, alla scarsa disponibilità di profili già formati e immediatamente operativi», ha dichiarato Rosario Rasizza commentando l’analisi.
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Le figure più ricercate in Italia sono il meccanico, con 286 posizioni (circa il 24% del totale), e il manutentore industriale, con 220 posizioni (pari al 18%)
Nelle aree manifatturiere del NordEst e NordOvest la maggiore concorrenza tra aziende incide sulla reperibilità di manutentori e meccanici specializzati
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