SICUREZZA
Ladri nelle chiese della Valceresio: via calici ed ex voto
L'amarezza del decano: "Tempo fragile"
Hanno rubato due calici, un tabernacolo e un ex voto. Nelle ultime settimane, in Valceresio sono avvenuti diversi furti di oggetti religiosi che si aggiungono alla profanazione di alcuni loculi e ossari, successa sempre questa primavera nel cimitero di Arcisate.
La scia di ruberie è partita a Induno Olona: nella casa di riposo del paese è stato infatti rubato il tabernacolo contenente l’Eucarestia che veniva utilizzato quando si celebrava la messa per gli anziani ospiti. La scoperta è avvenuta proprio durante una celebrazione: i ladri sono entrati da una porta trovata rotta e hanno trafugato il luogo dove si conservano le ostie consacrate. Un episodio che colpisce perché va a lacerare un simbolo di consolazione per le persone fragili. Anche diverse chiese sono state prese di mira. Nella basilica di San Vittore ad Arcisate è stato portato via un cuore ex voto, ovvero un oggetto offerto in dono alla Madonna delle Grazie, cara agli arcisatesi. Qualche fedele lo aveva posizionato come segno di ringraziamento per una grazia ricevuta, oppure come scioglimento di una promessa fatta durante un momento di difficoltà. Ignoti, però, hanno pensato bene di rubarlo. E ignoti-idioti hanno portato via pure due calici conservati nella chiesa della Madonna Immacolata di Brenno Useria. «Abbiamo sporto denuncia - conferma don Claudio Lunardi, prevosto della Comunità pastorale Madonna d’Useria - ma quello che fa più male è questa situazione infelice, che sta colpendo anche altre parrocchie».
Non si tratta, si legge su L’Arco, il periodico della comunità, «di semplici fatti isolati, ma di segnali di un tempo fragile che mettono in luce vulnerabilità spesso nascoste sotto la superficie della quotidianità. Questi eventi letti insieme (si citano anche l’omicidio di Induno e il tentativo di truffa ai danni del prevosto, ndr), formano pagine d’ombra che chiedono una riflessione profonda e un rinnovato senso di responsabilità. E possono diventare una chiamata a riscoprire ciò che tiene insieme una comunità: la prossimità, la cura reciproca, la responsabilità condivisa».
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