Armatori siciliani, verso blocco dello Stretto di Messina il 1 maggio
- CATANIA, 20 APR - "L'associazione pescatori marittimi
professionali in sintonia con la federazione armatori siciliani
oggi pomeriggio avrà un'assemblea a porte chiuse, nel
Siracusano, per stabilire le modalità di protesta contro il caro
carburanti. Al vaglio c'è il blocco dello Stretto di Messina, il
primo maggio prossimo, con tanti pescherecci provenienti da
tutte le marinerie, siciliane e calabresi". Lo ha detto Fabio
Micalizzi, presidente della Federazione armatori siciliani (Fas)
spiegando che l'iniziativa servirà a "far sentire la nostra voce
al governo Meloni che quando era all'opposizione diceva di
impegnarsi per le accise, per il caro carburanti e per tanto
altro, mentre oggi non ha fatto niente né per gli utenti né,
tanto meno, per le categorie produttive".
"Il comparto pesca - spiega Micalizzi - chiede un intervento
immediato del governo per mettere un tetto massimo al prezzo del
diesel. Senza questo si corre il rischio di licenziamento dei
dipendenti degli armatori e che barche possano essere messe in
vendita oppure avviate alla demolizione. Qualcuno degli
associati addirittura - rivela il presidente della Fas - ha
avanzato la possibilità di cambiare bandiera ed 'iscrivere' le
barche o a Malta o addirittura in Tunisia dove i pescherecci
pagano il carburante 30 centesimi al litro".
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