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La saggezza che viene dalla Cina

AtmanOne è nato nel 1984 a Dandong al confine con la Corea del Nord. Vive a Shanghai. Nel 2015 ha vinto un viaggio studio in Europa. Ha esposto in Cina, in Europa (Firenze, Budapest) e alle Nazioni Unite.
In Italia esiste un percorso scolastico istituzionale per l’arte. Anche in Cina. Ma lei hai scelto di lasciare la scuola a 19 anni seguendo un percorso da autodidatta.
«Sì. Le scuole variano da paese a paese, ma l’Arte non conosce questo genere di confini. Mi sono avvicinato alle radici più profonde della mia cultura e tramite esse all’Arte, alla ricerca di un collegamento con l’energia dell’universo».
Quindi in sintonia con quel flusso vitale che lega ogni essere. Quando ha cominciato a avvertire questa sintonia, cioè a sentirti un artista?
«Abbastanza presto. Intorno ai 14 anni, sentivo che la mia istruzione cominciava a consolidarsi e che l’Arte era la mia strada».
Impiega numerosi media: pittura, video, musica… cosa la spinge a cimentarsi con essi?
«È una questione non semplice. L’Arte, ormai -e questo ce lo ha insegnato il mondo occidentale - non è più solamente pittura o scultura, ma si spande in ogni campo; io seguo questa espansione anche per raggiungere più persone possibile. Penso che sia l’Arte stessa a indicarmi quale modo espressivo sia il più idoneo: io mi adeguo, entrando in sintonia con quel flusso di cui parlavi».
Come nascono, quindi, le sue opere?
«Dal mio sentirmi parte della natura e della volontà divina… la pioggia cade quando deve».
Saggezza cinese, si direbbe dalle mie parti! Nel suo lavoro c’è sempre il tentativo di trovare un punto di contatto tra tradizione orientale e occidentale: quali difficoltà incontra in questo sforzo?
«Cerco di cogliere i migliori lati dell’umanità e dello spirito umano. Ovunque, anche se con modalità diverse, l’uomo avverte il bisogno di libertà, di pace, di amore, di migliorarsi e migliorare. Sono queste vibrazioni dell’animo che uniscono gli esseri umani. Le mie opere sono per me il mezzo per portare allo scoperto queste vibrazioni spirituali. È dentro questo flusso che l’uomo esiste: magico, straordinario, bello».
Come ha vissuto l’isolamento causato dall’epidemia?
«Mi sono dedicato alla crescita personale: ho approfondito lo studio della medicina cinese, ho meditato - pratica che mi accompagna da sempre - e fatto esercizio fisico».
Pensa che questa epidemia influenzerà il suo lavoro?
«Penso che influenzerà profondamente molte persone, ma in quale modo è difficile dirlo adesso. Siamo ancora troppo coinvolti».
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