IL COMPLEANNO
Auguri Pigio! Gli 80 anni del cantore
Il giornalista Giancarlo Pigionatti oggi spegne 80 candeline
«Io leggo Pigionatti». La professoressa di lettere del liceo incrociata in via Tamagno chiarì subito le idee su chi dalle colonne di Prealpina “spiegava” il mondo Pallacanestro Varese a una provincia intera. Per trenta anni capo dello sport del quotidiano e per sempre il cantore della Pallacanestro Varese, Giancarlo Pigionatti, divisivo, lucido, spesso geniale, mai banale o scontato, e qualche volta insopportabile, oggi tocca il traguardo degli 80 anni come la sua Pallacanestro Varese. E lo fa nel modo più bello: scrivendo della sua amatissima compagna biancorossa. Degno custode della sindone laica dello sport varesino, la maglia insanguinata di Gianmarco Pozzecco indossata nella finale della Stella, il Pigio, non lo dice ma lo pensa e sono in tanti a riconoscerglielo, ha messo la sua firma su una delle punte di quella Stella che fregia la maglia biancorossa.
I suoi articoli di strenua e appassionata difesa del talento del giovane Poz contro Dodo Rusconi, l’allenatore che non lo vedeva, sono la pietra miliare della costruzione dei Roosters scudettati. Ma se aver raccontato lo scudetto numero 10 può essere stato l’apice di una carriera lunghissima, la verve di Pigionatti, tutt’ora vivacissima, non ha perdonato nel tempo nessuno dei grandi protagonisti dello sport cittadino. Da Borghi ai Bulgheroni, a Castiglioni, arrivando persino all’apparentemente inscalfibile Scola, chi ha avuto tra le mani il destino della “sua” Pallacanestro è passato sotto la sua tastiera sagace, suggestiva, pungente e curiosa.
Mai strumentale nelle critiche, ma neppure accondiscendente: sempre al servizio del lettore, unico e ultimo riferimento. Non ha creato dietro di se una scuola, perché in questo mestiere un cavallo di razza non può avere discepoli diretti, ma ha generato cultura dell’attenzione, della curiosità, dell’approfondimento e del fare opinione. “Leggere Pigionatti”, è stato e resta un privilegio esclusivo di chi ha La Prealpina tra le mani o sul tablet, una fedeltà di testata che ci rende orgogliosi e custodi di una grande eredità. Ora girate pagina: come ogni martedì le due colonne della sua opinione vi aspettano.
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