CONFRATERNITE
Gli antichi custodi della tradizione

Peccaminosi, hanno il gusto della giovinezza. A volte dell’infanzia che guarda all’età matura.
Sono cibi unici che vanno ben oltre la tradizione, diventando pietanze dell’anima. È la poesia racchiusa in un piatto di bruscitti. In un baccalà alla vicentina, nella cassata siciliana.
La tradizione culinaria è una religione laica che si fonda sulla magia dei cibi che, grazie alla loro storia e liturgia della preparazione, sono elevati a nutrimento dell’anima.
«Perché ci portano dritti alle nostre radici, ai ricordi e alla infanzia», spiega Edoardo Toia autore di Qui starete benissimo (Nomos Edizioni), presentato venerdì 8 alla Famiglia Bustocca a Busto Arsizio.
Il bustocco, che fa parte del Magistero dei Bruscitti, ha racchiuso in 190 pagine bontà, bellezza e tradizioni culinarie tutelate dalle confraternite partendo dalla sua esperienza personale.
Non si tratta né di massoneria, né di confraternite ecclesiastiche che sono disciplinate anche dal diritto canonico.
È molto più semplice, come spiega Marco Porzio, presidente della Federazione italiana circoli enogastronomia: «Le confraternite gastronomiche nascono con il preciso obiettivo di diffondere e valorizzare la conoscenza delle componenti del gusto gastronomico e tradizionale italiano negli aspetti tecnici, storici, di costume e di folclore. Promuovono e sostengono quelle iniziative a carattere nazionale o internazionale che meglio interpretano l’italica gastronomia e vitivinicoltura».
Studiate da accademici, storici e antropologi, le confraternite sono definite dal sociologo Gabriel Le Bras nel 1941 come raggruppamenti volontari nati per soddisfare i più «necessari bisogni del corpo e dell’anima».
Per Toia uno degli aspetti più divertenti è legato all’abbigliamento: «Si indossano mantelli particolari, chiamati paludamenti. Un retaggio storico che arriva dall’epoca dei Comuni. A capo di ciascuna confraternita c’è un gran maestro, un gran priore o un gran casaro, i confratelli sono intronizzati, cioè entrano a far parte del sodalizio durante il capitolo con cerimonia solenne in seguito al superamento di una prova o dopo aver pronunciato un giuramento di fedeltà alla confraternita e alle sue tradizioni gastronomiche».
Altro tema è legato ai giuramenti: «Nelle parole del fondatore del Magistero dei bruscitti, Bruno Grappa si trovano la poesia del piatto e il segreto del successo delle confraternite: “I bruscitti hanno conservato con la carne il sapore del peccato, col finocchio raccolto nei campi il profumo della giovinezza e col vino il gusto prepotente dell’età matura”».
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