FILOSOFARTI
Tre donne e due mostre

Tre donne, due personali. Cristina Moregola dell’omonima galleria e responsabile artistica di Fondazione Bandera per l’Arte, Virginia Dal Magro, collaboratrice didattica al dipartimento di Grafica all’Accademia di Belle Arti di Brera e Giulia Napoleone, la cui raffinata ricerca artistica ha caratterizzato l’arte, non solo italiana, di più decenni.
Le due personali allestite a Busto Arsizio sono comprese nell’ambito di Filosofarti, il cui tema specifico riguarda «Doxa, Episteme».
Alla Cristina Moregola Gallery il punto focale utile alla comprensione delle opere di Virginia Dal Magro in «Can’y find a way there, try again» si configura nell’insieme di minime forme quadrate. La composizione tende a definire un insieme di piccole isole poiché tale è l’intento della giovane artista milanese. Una costellazione che si riflette nel mare così come un arcipelago che si specchia nel cielo.
A mutare le forme regolari dei quadrati concorre l’impianto di una ricerca che porta all’irregolarità degli atolli e alla lenta erosione dovuta all’azione degli oceani.
Il vanificarsi delle forme è espresso nel susseguirsi di sottili veli in continua vibrazione ad ogni alito di vento o al passaggio di un visitatore, dove i contorni appaiono sempre più impalpabili lasciando di sé un lieve malinconico sospiro.
Dichiarati «Nella traccia del segno e del colore» gli intenti di Giulia Napoleone, alla Fondazione Bandera all’unisono con il progetto espositivo della gallerista: nero per le incisioni, colore per i pastelli. Il Panta-rei espresso nelle opere in mostra definisce percorrenze mosse da inarrestabili sussurri tracciati con consapevole determinazione.
Il calligrafico susseguirsi di reticoli delinea, allo stesso tempo, minimi spazi vuoti come calibrate infinite tessiture, flussi ondulati, mappe fluide di territori, anche interiori, tali da rivelare riflessioni sulla ripetitività del gesto e del pensiero, in una lirica minimale imprecisione che esprime una vitale inarrestabile linfa.
Colori e segni paiono emanare vibrazioni sonore, gravitazioni espansive che quasi non intendono fermarsi nei limiti loro assegnati ma lievitare nello spazio circostante divenendo impalpabili alla visione in quanto impresse in quel territorio interiore di intima memoria.
© Riproduzione Riservata