LA MOSTRA
Nella traccia del segno e del colore

Una delle più accorate canzoni di Sergio Endrigo recitava «La festa è appena cominciata è già finita».
Traslando tale condizione al mondo dell’arte, è quanto è accaduto alla Galleria di Cristina Moregola. Alcuni giorni dopo l’inaugurazione della personale «Nella traccia del segno e del colore» di Giulia Napoleone, alla quale da poco era stata dedicata una antologica alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, a causa dell’insorgente virus le porte dello spazio espositivo sono state, a malincuore, serrate.
La riapertura al pubblico, iniziata lo scorso giovedì 28 maggio, ripropone una serie di incisioni definite da trame di intenso nero; accanto ad esse compaiono lavori di grandi dimensioni eseguiti a pastello.
Nelle incisioni come nei pastelli si scorge la fluidità di frequenze atte a formare spazialità la cui visione porta alla contestualizzazione di territori visti dall’alto, ma altresì simili ai ricami lasciati sull’arena dall’incessante moto delle onde.
Il respiro lieve e continuo del gesto, a tratti volutamente imperfetto, tende a manifestare l’emotività del fare.
Le opere in mostra rivelano il procedere lento della realizzazione, non disgiunto dal senso di una precisa visione strutturale sino a creare spazi che visivamente percorriamo ma senza mai possederli in toto affascinati dall’essenza dell’inafferrabilità.
È in quel lento procedere che l’ispirazione, filtrata dalla maestria della téchne, si traduce in sentimento, in simbolo, in consonanze musicali, in momento gioioso dove la grazia si fonde con l’anelito compositivo.
La mostra sarà aperta fino al 26 luglio alla Galleria Cristina Moregola di Busto Arsizio (da giovedì a domenica, ore 16-19).
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