L’EVENTO
Busto, la voce dei Marò. Incontro con Girone
Organizzato da “Lampi Blu”. Venerdì sera 19 giugno la testimonianza sull’odissea internazionale durata dieci anni
Dieci anni di tensioni internazionali, crisi diplomatiche, aule di tribunale e, soprattutto, una vita sospesa a migliaia di chilometri da casa. È il caso dei Marò. Domani sera, venerdì 19 giugno alle ore 20.45, a Busto Arsizio, nella sede di “Lampi Blu”, in via Caprera 2, ne parlerà uno dei protagonisti: Salvatore Girone, il fuciliere di Marina del Reggimento San Marco che, insieme al collega Massimiliano Latorre, è stato appunto al centro di questa lunghissima controversia internazionale, dai risvolti a tratti drammatici, scoppiata tra Italia e India nel 2012 e risoltasi definitivamente nel 2022.
L’incontro è organizzato dall’associazione Lampi Blu, presieduta da Paolo Macchi. Moderatore il giornalista della Prealpina Pasquale Martinoli. È una rara e preziosa opportunità di ascoltare la testimonianza di Girone che ha sempre mantenuto un profilo riservato, dignitoso, lontano dai riflettori nonostante potesse cavalcare l’onda della sua notorietà (che non si è cercato). Il suo sarà insomma un racconto carico emozioni per una vicenda che, come tutti sanno, ha rappresentato una vera tempesta geopolitica. Che ha cosa ha provato l’uomo, in tutti quegli anni, prima ancora del militare.
I fatti in estrema sintesi: Girone e Latorre, Fucilieri di Marina (Marò) del Reggimento San Marco, erano imbarcati sulla petroliera italiana Enrica Lexie in funzione antipirateria. Vennero accusati di aver ucciso due pescatori indiani durante un pattugliamento, sparando dei colpi di avvertimento. I due militari vennero arrestati con uno stratagemma dalle autorità. E lì ebbe inizio un’odissea diplomatica e giudiziaria che si è conclusa prima con la decisione del Tribunale dell’Aja, nel 2020, con cui è stato finalmente sancito che l’India non aveva la giurisdizione per processare i due Marò e poi con la sentenza del 2022 del Tribunale di Roma secondo la quale Girone e Latorre spararono in conformità alle regole d’ingaggio e non vi fu alcuna condotta punibile.
L’incontro di domani a Busto è dunque un appuntamento dal forte significato umano, morale e istituzionale.
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