L’IRRUZIONE
I tre incappucciati e il terrore: i terribili momenti della rapina in villa
Cadrezzate, colpo all’ora di cena. marito e moglie immobilizzati col nastro adesivo. Bottino di centomila euro
Marito e moglie se li sono trovati davanti all’improvviso, dentro la loro casa, all’ora di cena. Tre uomini incappucciati li hanno immobilizzati, bloccando le loro mani con del nastro adesivo. E, minacciandoli (ma, a quanto pare, senza impugnare alcuna arma), li hanno costretti a indicare dove fossero custoditi soldi e oggetti di valore, per poi fuggire con gioielli e denaro per un valore di oltre centomila euro.
Mani legate con nastro adesivo
La rapina è stata messa a segno lunedì 9 marzo (ma la notizia è trapelata soltanto ieri) in una villa di Cadrezzate, a due passi dalla riva del lago di Monate. Per entrare nell’abitazione i banditi non hanno forzato porte o finestre. I coniugi, che vivono lì da soli (i figli, adulti, abitano altrove), erano rientrati da poco dopo una giornata di lavoro e non avevano chiuso a chiave l’ingresso. Una serata come tante in una famiglia come tante, in una zona tranquilla in mezzo al verde. D’un tratto, però, la coppia si è trovata di fronte tre uomini con il volto coperto, il cui obiettivo è apparso subito chiaro. Sono stati minuti di terrore per marito e moglie che, fortunatamente, non sono stati picchiati. Solo qualche strattone per bloccarli e legarli con dello scotch. Poi i ladri si sono fatti indicare i luoghi in cui trovare oro e altri oggetti di valore, hanno riempito una borsa con il bottino e se ne sono andati da dove erano entrati, senza lasciare tracce. Il sospetto degli inquirenti è che fuori ad attenderli ci fosse un complice, il quarto membro della banda.
Anche il cane “neutralizzato”
Le vittime si sono liberate da sole e hanno lanciato l’allarme al 112. Sul posto sono accorsi i carabinieri della Compagnia di Gallarate, che hanno raccolto le dichiarazioni dei coniugi ed effettuato un approfondito sopralluogo nella casa e all’esterno, in cerca di indizi per risalire ai colpevoli. Nell’appartamento non sarebbero state trovate tracce significative, forse perché i banditi indossavano i guanti. E la villa non ha un sistema di videosorveglianza. Esistono però delle telecamere private e quelle dei “varchi” comunali, ed è su quelle immagini che si concentrano ora le indagini dei carabinieri, coordinati dal pm Marialina Contaldo. A fare le spese dell’incursione dei rapinatori anche il cane della famiglia, che agli inquirenti è apparso intontito, confuso, come se fosse stato stordito con una botta in testa o qualche sostanza narcotizzante.
© Riproduzione Riservata


