INQUINAMENTO
Cambiamento climatico, le conseguenze sulla pelle
Il 25% degli italiani è già stato colpito da almeno una malattia cutanea: entro il 2050 metà della popolazione potrebbe soffrire di allergie

Il meteo è sempre più fuori controllo: temperature infernali, nubifragi, cicloni ed eventi estremi. Sono gli effetti del cambiamento climatico, baby. E, ben presto, le conseguenze diventeranno un problema quotidiano, da affrontare per provare a proteggere la pelle da agenti inquinanti sempre più aggressivi e raggi solari nocivi, difficoltosamente trattenuti a causa del buco nell’ozono. I dati, purtroppo, non sono confortanti: il 25% della popolazione italiana è già stato colpito da almeno una malattia cutanea. Una situazione che non accenna a migliorare e che potrebbe portare metà della popolazione a soffrire di allergie entro il 2050.
Per fronteggiare il cambiamento climatico, dunque, occorre iniziare dalle buone abitudini e, in particolare, dalla protezione della pelle. I continui sbalzi di temperatura e le radiazioni del sole, infatti, possono portare a delle alterazioni della vascolarizzazione e del film idrolipidico, fondamentale per preservare la salute dell’epidermide. Senza la protezione della barriera cutanea, infatti, la pelle risulta esposta e vulnerabile ai segni dell’invecchiamento e alle discromie, ma anche a problematiche più serie come melanoma, dermatite o psoriasi. Nonostante sia in grado di regolarsi e proteggersi da sola, la pelle non è infallibile: inquinamento e raggi UV, infatti, possono aumentare del 20% la comparsa di macchie cutanee e provocare l’ossidazione della cheratina, riducendo la sintesi del collagene e dell’elasticità della pelle.
Si chiama inflammaging ed è un processo infiammatorio che causa l’invecchiamento precoce legato a infiammazione e ossidazione. Accanto all’imprescindibile crema solare, dunque, la beauty routine dovrebbe essere all’insegna di prodotti antiossidanti e creme ricche, con una componente lipidica adatta a dare un booster rimpolpante al viso. Focus della skincare, però, dovrebbe essere la detersione, per liberare la pelle da ogni traccia di smog e polveri sottili, che potrebbero soffocarla e farla apparire spenta, grigia, piena di imperfezioni. La soluzione giusta sono formulazioni delicatamente esfolianti, ma non aggressive, magari naturali per rispettare la cute. Uno step immancabile prima di dormire, per consentire alla pelle di attivare i naturali processi di riparazione notturna, ricorrendo - paradossalmente - a idrossiacidi e maschere al carbone. Ingredienti “clean”, che annullino il rischio di arrossamenti e irritazioni. Formulazioni che possono arrivare a contenere anche il 99% di ingredienti di origine naturale, certificate come vegan e cruelty free per assicurarsi che la propria beauty routine non diventi l’ennesimo tassello di un puzzle che, lentamente, sta portando la Terra verso la distruzione.
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