NATURA

Unire i benefici del camminare e dello stare all’aria aperta e di vedere dal vivo, nella natura, un quadro con colori degni di un van Gogh o degli Impressionisti. Sono arrivate le settimane del foliage, lo spettacolare fenomeno naturale per il quale, nei mesi autunnali, gli alberi a foglie caduche si tingono di giallo, arancione e rosso, prima di spogliarsene. Da qualche settimana, partendo delle quote più alte, le spennellate della natura sono già partite coi larici tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Poi, ora, con l’abbassamento delle temperature, toccherà alle colline, anche prealpine, e quindi a querce, castagni, faggi e tutte le altre piante di questo genere, protagoniste di novembre.
Addirittura negli Stati Uniti e in Canada, il fenomeno è così atteso che si sono inventati pure le «Foliage Maps», delle cartine che suggeriscono dove recarsi nel week end per godere degli spettacoli migliori. In Italia non si è ancora arrivati a un livello del genere ma, ogni anno, grazie anche alle foto postate sui social, è aumentata la caccia al bosco migliore da frequentare in questo scorcio di stagione. Si tratta di settimane ideali dove, se non piove, non fa né troppo caldo, né troppo freddo e quindi ideali per camminare. Inoltre, nei boschi, si possono anche raccogliere le castagne e soprattutto passeggiare “coccolati” piacevolmente dal fiume di foglie morte che, “vivono” ancora, crepitando sotto i piedi.
Il foliage, insomma, si accompagna con un’altra moda del momento: il cammino. Una moda che, una volta tanto, non è semplicemente fine a se stessa, ma è sinonimo di salute. Nel Varesotto, infatti, si stanno moltiplicando le iniziative legate alle gite a piedi, con gruppi più o meno organizzati di persone che si organizzano. Fa bene allo spirito e al corpo. Lo racconta anche un ampio studio recentemente pubblicato dall’università britannica di Exeter e pubblicato sulla rivista specializzata Scientific Reports. Secondo l’indagine, occorrono soltanto 120 minuti alla settimana in mezzo alla natura per stare bene. Lo studio ha messo sotto la lente i dati di quasi 20mila persone in Inghilterra pescati dal Natural England’s Monitor of Engagement with the Natural Environment Survey e, fra gli altri punti, ha scoperto per esempio che non ha importanza il modo in cui si trascorre quel tempo nella natura. Se, per esempio, nell’ambito di una singola visita o con più passaggi brevi. L’importante, insomma, è uscire, staccare, godersi il mondo, perché anche dietro casa possono esserci dei paradisi. Non resta quindi che mettersi lo zaino in spalla, equipaggiarsi con buone scarpe, qualcosa da sgranocchiare, staccare il cellulare e, magari, portarsi i bastoncini per una maggiore sicurezza in discesa in un periodo in cui le foglie e la pioggia possono rendere umido e insidioso il terreno. E, così, godersi il foliage al suo meglio.
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