IL CASO
Ex centrale, la terra di nessuno tra degrado e pericoli
Castellanza: l’ex centrale Enel e l’allarme dei residenti: i ragazzi lì rischiano
I ragazzi entrano ad intermittenza. Scavalcano i cancelli e si addentrano nell’area dismessa. La mancata riqualificazione dell’ex centrale Enel in via per Marnate a Castellanza continua a far discutere. Le polemiche sono tornate alla ribalta nei giorni scorsi, con gli abitanti di una palazzina che lamentano lo stato di degrado in cui si trova l’ex Enel da quando è stata sigillata per le occupazioni abusive. Il Comune ha più volte segnalato alla proprietà questi comportamenti in passato, ma non è servito. La speranza è che il nuovo strumento urbanistico possa offrire spiragli sulla sua riqualificazione.
Incursioni e degrado
«Non vogliamo fare allarmismo, perché non succede tutti i giorni che entri qualcuno, però quelle volte che accade è preoccupante», mettono in chiaro i cittadini che sollecitano la riconversione. Indice puntato contro chi, di tanto in tanto, arriva a piedi o in bicicletta e scavalca la cinta per addentrarsi nell’area dismessa. È capitato di vedere ragazzini, così come gli scorsi anni, nel piazzale esterno e lungo il perimetro, fra grida, rincorse e magari pallonate… È anche successo che qualcuno sia stato sgridato da qualche abitante, ricevendo per tutta risposta insulti. A preoccupare è che qualcuno possa farsi male: si tratta di un sito abbandonato, dove c’è di tutto, stabili e strutture dove ci si potrebbe ferire. Fra l’altro, degrado porta degrado e questa estate potrebbero ripresentarsi le segnalazioni degli anni scorsi, quando si vedevano coppiette che – approfittando del buio e della zona isolata – nelle ore notturne si appartavano in auto davanti al cancello principale.
Gli incidenti
Che sia necessario intervenire è dimostrato dai precedenti: nel luglio del 2018 una ragazza di 24 anni, di origini straniere ma italiana, era rovinosamente caduta proprio da una finestra dell’ex Enel: precipitata da otto metri di altezza, aveva riportato gravi ferite, ma si era salvata. Nel dicembre del 2015 Alessandro Giani, invece, era morto dopo essere caduto da sei metri di altezza, all’interno della ex cartiera Vita Mayer di Cairate. Una morte costata un processo agli amici del ragazzo e ai vertici della società che allora risultava proprietaria della cartiera. A dimostrazione che, quando accadono incidenti gravi, la proprietà deve sempre risponderne. Anche per questo il Comune ha chiesto all’operatore di intervenire, ma senza risultati efficaci.
La destinazione
La speranza è che col nuovo Piano di governo del territorio, in fase di definizione in questo periodo, si possano trovare soluzioni (magari incentivi o altri benefici) affinché l’operatore intervenga con la riqualificazione del sito. Al momento la destinazione è a multiservizi: in pratica potrebbero essere realizzati negozi e servizi terziari (chissà, magari anche un albergo). Fino a oggi non è stato presentato un progetto, ma è solo stata concessa questa possibilità dallo strumento urbanistico. Pare che non sia mai stato manifestato interesse per la difficile congiuntura economica.
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