DA SCOPRIRE
Che fine ha fatto Babbo Natale, il turco che porta doni dal freddo?
Chi lo ha fatto conoscere al mondo? È stata la Coca Cola! Storia del mito che tutti vorremmo incontrare mentre Gesù riposa

Arriva o non arriva? Calma ragazzi, c’è ancora da aspettare qualche giorno. Poi forse lui, l’originale, arriverà di notte, con i regali. Senza farsi vedere, come accadeva anni fa a Gesù Bambino che, demonizzato (giustamente) il lavoro minorile, nella notte di Natale viene finalmente lasciato dormire nella sua capanna dopo essere venuto al mondo tra mille traversie. E allora, di chi stiamo parlando? Ma naturalmente di lui, il vero Babbo Natale. No dai, non quello a volte persino giovane e magro che troviamo fuori da supermercati, maxistore o negozi di giocattoli; il vero Babbo Natale, lo sanno tutti, è bello grassottello - per non dire ciccione che sennò ci accusano di body shaming - e ancora aspetta chi gli regali un bell’abbonamento in palestra per rimettersi in forma: incredibilmente, sembra che nessuno ci abbia mai pensato. Ma se Gesù Bambino è nato 2024 anni fa, quando è nato il vero e unico Babbo Natale che, dicono i male informati, soffrendo in terza età il caldo, si è trasferito al Polo Nord e dintorni e da lì parte con le renne e la slitta, manco fosse un eschimese, in direzione sud col suo carico di doni? Chiariamolo subito: non era un eschimese, e neanche un finlandese, anche se adesso pare abbia casa a Rovaniemi. Babbo Natale era turco. No, non era un migrante e non aveva il passaporto: era un vescovo, si chiamava Nicola ed era vissuto nel quarto secolo. Passò alla storia come San Nicola, chiedere informazioni a Bari. Prove che fosse lui Babbo Natale? Caspita, i vescovi vestono di rosso, da dove pensate che venga il colore del suo abito? E vecchio, visto che sono passati 1.754 anni dalla sua nascita, lo è davvero, con buona pace di nonno Matusalemme. Quanti panettoni ha mangiato? Non si sa; si sa invece che di Coca Cola ne ha bevuta proprio tanta, visto che il Babbo Natale che impazza oggi nel mondo fu il protagonista negli anni Trenta del secolo scorso di una pubblicità del colosso di Atlanta e che da lì partì la sua scalata alla conquista natalizia del globo. Ok, ma perché porta doni? Perché pare che il buon vescovo Nicola, per non fare prostituire le ragazze povere, regalasse loro un po’ dell’oro contenuto nei suoi sacchi: ecco perché ancor oggi porta i regali, nonostante viva al freddo per colpa degli scrittori nordici che se lo sono portato a casa con le loro fiabe.
E allora, che fine ha fatto nell’ultimo anno? Mah, non ce l’ha voluto dire. Però voi lasciate su un tavolo un mandarino e un bicchiere di latte. Se troverete buccia e bicchiere vuoto il mattino di Natale, vorrà dire che avrete perso l’occasione di intervistarlo.
© Riproduzione Riservata