74° SANREMO
Clara brilla, Angelina super. Ama: 2
La travedonese Soccini apre alla grande la sfida canora. Strepitosa prova della figlia del compianto Pino Mango ma comanda Berté. Critica: prima serata troppo lunga.

«Se avessi un telecomando, non ti cambierei mai». Quando Emma in Apnea pronuncia queste parole, la mezzanotte è passata già da mezz’ora e siamo a quota 19, mancano ancora 11 concorrenti. Troppi.
Amadeus - ben spalleggiato da un grande Marco Mengoni - ha forse il senso del ritmo ma non della misura. Giusto ridare centralità alla musica facendo fuori i monologhi-sermoni delle passate edizioni ma trenta cantanti - Il Tre ha chiuso in area 2 (di notte) - una solo serata sono un extra lusso anche per Sanremo.
Aperta come meglio non si potrebbe, cioè con Clara Soccini che accende i cuori varesini superando agevolmente il disagio di rompere il ghiaccio, la kermesse viaggia su un livello medio superiore al solito. Almeno per gli standard del Festival.
Nessun capolavoro ma le canzoni interessanti non mancano. Fino a qui e La noia richiedono uno sforzo supplementare alle loro interpreti: Alessandra Amoroso e Angelina Mango si dimostrano all’altezza delle previsioni auree, ovvero un gradino sopra tutte e tutti. Fiorella Mannoia e Loredana Bertè non si allontanano dalle strade conosciute, Annalisa mette la sua bella voce nuovamente al servizio di un tormentone destinato ad animare i trenini. Non di sola gloria...
Di solo amore sembra invece nutrirsi la fantasia degli autori di testi. Si va dall’approccio, intercettato dai The Kolors (Un ragazzo una ragazza) fino all’addio, sancito da Fred De Palma (Il cielo non vuole). In mezzo accade di ogni.
L’attesa i Negramaro, in Ricominciamo tutto, la vivono sotto casa di una donna misteriosa. «Pronta?» chiedono e citano Lucio Battisti lasciando aperta l’ipotesi di un testa coda. Ti aspetto Ma non tutta la vita, chiariscono i Ricchi e Poveri in versione più modesta che mai.
Sala slot per Clara in Diamanti grezzi, l’amore per Rose Villain (Click boom!) è un proiettile.
Le delusioni non mancano ma la revenge song alla Shakira non trova cittadinanza all’Ariston.
Si incassa, più o meno elegantemente, il due di picche e Sangiovanni, spinge il masochismo all’estremo: Finiscimi, implora.
Il Volo assolutizza, l’amata è un Capolavoro, Mr.Rain vede gli innamorati sospesi in aria come Due altalene. Ci fossero ancora i bambini la si scambierebbe per la canzone dell’anno scorso.
Non brilla di originalità neppure Mahmood che però in Tuta gold graffia sul tema immigrazione, affrontato più di petto da Dargen D’Amico in Onda alta. Fa ballare con leggerezza su parole pesanti. Non da tutti. Fuori dal coro si pone Ghali che in Casa mia rovescia la situazione dell’Extraterrestre di Eugenio Finardi. Qui l’alieno mostra all’umano quanto è bello il pianeta Terra. Evidentemente non c’è vita (bella) su Marte.
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Questa la prima classifica dettata dalla Sala Stampa del Festival, quando scoccano le 2: 1) Loredana Bertè, 2) Angelina Mango, 3) Annalisa, 4) Diodato e 5) Mahmood. Sulla Prealpina in edicola tra poche ore, tutte le curiosità della prima giornata del Festival.
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