SANREMO
Clara Leonessa. Ma vince Geolier
Grande prova della travedonese accanto a Ivana Spagna nella serata delle coppie appannaggio del cantante napoletano con Lué, Gué e Gigi D’Alessio seguito da Angelina Mango-Orchestra di Roma e Annalisa-La Rappresentante di lista

Una vincitrice c’è già, Lorella Cuccarini. Nella quarta serata del Festival si è presentato con una partenza a dir poco lanciata. Cantando, ballando e poi mangiandosi Amadeus nella conduzione. Esempio di professionalità, figlia dell’amore per lo spettacolo e di tanti sacrifici. Davvero notevole.
Non alla stessa altezza i protagonisti della serata delle cover. Le belle canzoni di una volta non sono bastate. Competere con gli originali non appare semplice ma Ragazzo mio di Luigi Tenco è già abbastanza rock di suo, non è necessario pomparla come ha fatto Loredana Bertè.
«La fiamma è spenta o è accesa?» non è una preoccupazione del partito di maggioranza ma un passaggio di La canzone del sole. Testo discutibile, un filo misogino ma musicalmente assassino, un gioiello creato da Lucio Battisti - le parole sono di Mogol - che gira su soli tre accordi. Con buona pace di Malika Ayane, i Negramaro l’hanno rovinata. La leggerezza di Battisti trasformata in ansia da Giuliano Sangiorgi, non si fa.
Donatella Rettore, eletta dai compagni di palco con generosità «icona del punk italiano», ha affossato il suo Lamette con il contributo dei La Sad per uno show circense destinato, si spera, all’oblio. Bene Alfa con Roberto Vecchioni, sempre un signore, molto bene Annalisa (e La Rappresentante di lista) sulle tracce di Annie Lennox, benissimo Angelina Mango che ha affrontato un brano, La rondine, del padre.
Comunque vada, sarà un successo per Clara che, affiancata da Ivana Spagna e del Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino, ha affrontato Il cerchio della vita, brano presente nella colonna sonora del film Il re leone. Sfruttando l’opportunità di dimostrare quanto l’ampiezza delle sue doti vocali sia ancora da esplorare. Spazio anche a un successo nato a Varese, Occidentali’s Karma. Riproposto da Francesco Gabbani con Fiorella Mannoia, è frutto anche, se non soprattutto, della fantasia e della cultura del varesino Fabio Ilacqua.
Giusto segnalare come gli ultimi, i trentesimi, a esibirsi sono stati Renga&Nek. Senza ospiti, se la sono cantati e suonati da soli, dimostrando un invidiabile dinamismo e una carica di simpatia contagiosa.
E per chiudere, cinque minuti primi delle due, un ritorno atteso ventisette anni: i Jalisse col loro “Fiumi di parole”. Meglio tardi che mai.
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A vincere la serata - tra non pochi fischi dell’Ariston ma il verdetto apparteneva a Giuria della Sala Stampa e quella delle Radio e del Televoto (decisivo) - sono stati Geolier con Gué, Luché e Gigi D’Alessio seguiti da Angelina Mango col Quartetto d’Archi dell’Orchestra di Roma, da Annalisa con La Rappresentante di lista, da Ghali con Ratchopper e da Alfa con Roberto Vecchioni.
Non resta che attendere la classifica generale: la griglia di partenza per conservare o scalare posizioni è attesa in avvio della sesta, decisiva serata.
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