GIOVANI SOCIAL
Da Varese alla Sicilia in bici, l’impresa di Alessio: «Supporto inaspettato»
Il 28enne di Monvalle sta attraversando lo Stivale affidandosi solo alla sua tenda e all’ospitalità degli sconosciuti che incontra
C’è una bicicletta che sta facendo conoscere Varese lungo tutto lo Stivale. È quella condotta da Alessio Paglia, 28enne di Monvalle, partito lunedì 8 giugno da piazza Monte Grappa in sella alla sua bici alla volta della Sicilia. Il suo progetto? Affidarsi all’ospitalità delle persone portando con sé l'essenziale e documentando l’impresa sui social. Ora si trova in Calabria.
L’IMPRESA SOTTO AL SOLE
«Le giornate sono molto intense, mi alzo molto presto per pedalare nelle ore meno calde», è la premessa di Alessio. Da oltre due settimane la sua giornata è scandita da ritmi serrati: sveglia alle 4, partenza alle 6, poi pause lungo il tragitto per parlare con le persone che incontra e montare i video che documentano l’impresa sui social. «È pesantissima: sto pedalando tutto il giorno portando una bici di 40 chili anche con queste temperature – confessa Alessio –, però almeno ora la Calabria è piana». Il 28enne ha sempre fatto “lavori tradizionali”, come il magazziniere e l’autista di pullman per le Autolinee Varesine, ma ultimamente ha deciso di prendersi questo momento per il progetto, spinto dalla sua passione per i viaggi.
«ASCOLTARE IL PROPRIO CORPO»
L’impresa del 28enne richiede anche un grande sforzo fisico: «Erano sette anni che non andavo in bici, non sono assolutamente un atleta. Il mio messaggio è che i sogni sono alla portata di tutti. Se si vuole raggiungere qualcosa non bisogna frenarsi, con i propri tempi e limiti tutti possiamo fare tutto». Un appello a cui Alessio aggiunge una presa di consapevolezza: «Ci sono stati momenti in cui è stato necessario fermarsi per tutelare la mia salute, in particolare nel Cilento dopo aver sbagliato strada e aver rischiato un colpo di calore molto pesante – aggiunge –. Non bisogna mettere in pericolo se stessi, non è una sconfitta, bisogna sapersi ascoltare. Su un progetto così bello rischiare grosso e tornare indietro non vale la pena».
«L’OSPITALITÀ È UNIVERSALE»
Non saliva in sella alla bici da un po’ ma i viaggi sono una passione che accompagna il 28enne da sempre. «Ho girato un po' per il mondo. Sono stato più di una volta nel Sud-Est Asiatico, luogo in cui la cultura dell'ospitalità è intrinseca nel modo di essere delle persone». Ed è da queste esperienze che in Alessio è nata la scintilla di valorizzare il nostro Paese «mostrando posti incredibili e godendosi borghi che dall'autostrada non si vedono, con le loro storie e i loro racconti». Nel tragitto si affida solo alla sua bicicletta e alla tenda che porta con sé. Niente prenotazioni, chiede quel che ha bisogno ai residenti che incontra: «Ho conosciuto tantissime persone. Quando sono partito mi sarebbe piaciuto riscoprire la nostra ospitalità italiana, e così è stato in tutte le sue sfaccettature. Da chi mi dice “Metti la tenda nel mio prato”, a chi mi offre casa per una doccia o un piatto caldo, fino a chi mi offre semplicemente un po’ d’acqua».
IL RAPPORTO CON GLI SCONOSCIUTI
«Vedere l'autenticità, la genuinità e la disponibilità delle persone fa tornare il sorriso in un mondo fatto di brutte notizie. Mi dà tanta gioia personalmente». Alessio non si aspettava tutto questo affetto, amplificato dalla sua attività sui social: «Mi hanno riconosciuto in diversi posti. Alcune interazioni sono talmente spontanee, vere e genuine che non riesco neanche a riprendere il momento». Un’ospitalità che lo accompagna fin dal Varesotto e che gli ha permesso di concretizzare il suo sogno: «Devo tanto a “La Bottega del Romeo” di Ispra, che ha creduto nel mio progetto fornendomi la bicicletta – conclude –. Sono stati i primi che hanno preso a cuore il progetto». Quella bicicletta di Ispra lo accompagnerà ancora circa una settimana, quando Alessio prevede di concludere il suo viaggio oltre lo stretto di Messina.
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