IN TRIBUNALE
Dai Giardini Sospesi al crac: indagini sul collegio
Richiesta di rinvio a giudizio della Procura per cinque persone
C’è un secondo filone giudiziario, parallelo al procedimento principale che vede imputati tre componenti della famiglia Monferini, nato dal fallimento del gruppo immobiliare Fim srl, quello che realizzò i "Giardini Sospesi" di Masnago, e della controllata Fim Project srl. La Procura di Varese ha chiesto infatti il rinvio a giudizio per cinque persone tra componenti del collegio sindacale della capogruppo e l’allora presidente del consiglio di amministrazione della società collegata.
La parola al gup
L’udienza preliminare è fissata per domani davanti al gup Marcello Buffa: sarà in quella sede che il giudice dovrà decidere se mandare o meno gli imputati a processo. Si tratta, dunque, di una fase iniziale del procedimento e tutte le accuse dovranno essere verificate nel corso dell’eventuale dibattimento. Al centro dell’inchiesta ci sono ipotesi di bancarotta e falso in bilancio legate al dissesto del gruppo, dichiarato fallito nel 2017. Secondo l’impostazione accusatoria, i sindaci avrebbero omesso i controlli loro imposti dalla legge, non vigilando sulla corretta gestione societaria e contribuendo così al peggioramento della situazione economica.
In particolare, viene contestato il concorso in una presunta distrazione di risorse per circa 29,7 milioni di euro, attraverso una serie di operazioni finanziarie e bonifici verso società del gruppo o collegate. Parallelamente, gli imputati avrebbero avallato - o comunque non impedito - la redazione di bilanci ritenuti non veritieri. Tra le condotte contestate figura la sopravvalutazione di partecipazioni societarie, la mancata svalutazione di crediti ormai difficilmente recuperabili e la stima gonfiata di immobili. Operazioni che, secondo la Procura, avrebbero consentito di nascondere le perdite reali accumulatesi nel tempo. Un altro elemento centrale riguarda la prosecuzione dell’attività d’impresa nonostante la perdita del capitale sociale già dal 2010. La società avrebbe continuato a operare aggravando il suo dissesto, che viene quantificato in oltre 68 milioni di euro.
Doppio procedimento
Per quanto riguarda Fim Project srl, le accuse sono analoghe ma su scala più contenuta: si parla di crediti inesistenti o inesigibili mantenuti a bilancio e della mancata tempestiva richiesta di fallimento, con un aggravamento del dissesto stimato in circa 4,4 milioni di euro. Il procedimento si affianca dunque a quello principale già avviato nei confronti degli amministratori e in corso (prossima udienza a luglio), ampliando il quadro delle responsabilità ipotizzate dalla Procura sul crac del gruppo immobiliare. In entrambi i casi, tuttavia, sarà il giudice a stabilire se le accuse troveranno conferma in sede processuale.
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