ROMA
Dargen D'Amico, 'in Italia non si discute dei rischi dell'IA'
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Neanche Sergio Mattarella è riuscito
a guardare gli occhi di Dargen D'Amico perché indossava gli
immancabili occhiali. "Il presidente però ha visto gli occhi più
importanti, quelli del cuore. E poi ai controlli di sicurezza
qualcuno li avrà visti..." spiega all'ANSA l'artista che sarà in
gara al festival di Sanremo con il più che attuale brano "AI
AI". E dice di essere pronto alla sua terza partecipazione,
anche se, ammette, "è come essere nudi in pubblica piazza", ma
"devi essere sincero in modo spudorato" e "coerente anche se
rappresenti una minoranza".
Il rapper, cantautore e produttore dice la sua anche sui
voti dati dalla stampa alla sua canzone: "In media mi avete dato
6. Ma insomma datemi 3, perché prendere 6 è terribile, è una
cosa che non posso accettare". E poi, tra le risate generali,
chiede allo staff: "Ma avete dato da bere e da mangiare? E
allora ecco perché allora vanno a Renga, lo sapete...".
"AI AI - spiega - è un brano che ho scritto a puntate. Nel
senso che l'idea ha un paio di anni e poi si è stratificata la
canzone. Alla base del brano c'è sicuramente un grosso dubbio su
cosa ci succederà tra poco, cioè quando la macchina prenderà il
controllo e soprattutto c'è la riflessione sul fatto che,
nonostante l'intelligenza artificiale stia entrando in modo
molto forte e, a volte, anche violento nelle nostre vite, in
alcuni casi in Italia non c'è un dibattito sui rischi. In
particolare uno dei motivi che mi ha fatto scrivere la canzone è
la pubblicazione e la produzione di giochi per bambini,
orsacchiotti che contengono all'interno ChatGpt. E quindi che
mettono in pericolo i piccoli di fronte allo choc e al lavaggio
del cervello dell'IA. Oltre al rischio che qualche hacker
potrebbe inserirsi". A questo proposito mostra l'immagine
diffusa dalla polizia dopo gli scontri a Torino che secondo
secondo facta.news è stata modificata con l'IA. "Prima che le
forze dell'ordine decidano di utilizzare fotografie modificate
con l'IA cosa non succederà mai... a parte le battute, è una
cosa importante, significa che non possiamo più fidarci di
quello che vediamo, che tutto quello che succederà da qui in
avanti potrebbe essere falso e che quindi non esisterà più
niente di vero. È uno choc grosso quello che dovremo
affrontare'.
D'Amico non sa se avrebbe messo il brano nel nuovo disco
"Doppia mozzarella", in uscita venerdì 27 marzo, che è il frutto
di un lavoro di due anni: "AI AI gira su sonorità anni '70,
perché è una fase della musica in cui il computer e quindi la
macchina cominciavano ad avere un grosso peso nella produzione
musicale e mi sembrava una bella metafora per raccontare il
mondo in cui viviamo". Dopo le polemiche del 2024 per l'appello
per il cessate il fuoco a Gaza ("Oggi sarebbe più facile farlo,
ormai è diventato un sentire comune. Credo che nessuno abbia
dubbi su cosa è successo in Palestina" dice), l'artista ammette
che non pensava che lo riprendessero a Sanremo. "Non c'erano
stati più grossi contatti tra me e la casa madre Rai - e
sottolineo madre - per cui io ho davvero rispetto per chi ha
guardato tanto la Rai e anche Sanremo e pensa che abbia ancora
un ruolo importante nella vita di questo Paese. La Rai, non
abbandoniamola, se ne stanno andando tutti e, non so se ve ne
siete accorti, non è migliorata negli ultimi anni. Ma ci
penseremo noi quest'anno con il nostro Sanremo che è stato anche
battezzato come uno dei rappresentanti della cultura italiana
contemporanea dal presidente della Repubblica" aggiunge.
Su Doppia mozzarella dice nel consueto stile ironico e
provocatorio: "Forse è l'ultimo disco che farò prima
dell'avvento dell'intelligenza artificiale. Ancora non sappiamo
se un testo è scritto dall'IA, di chi è il copyright e questo è
un dibattito molto importante che però non viene affrontato in
Italia. Mi sembrava una buona idea per fare promozione dire che
la canzone l'aveva scritta l'intelligenza artificiale... Io ho
provato effettivamente a scrivere dei testi con l'IA ma sono
troppo puliti, troppo netti, mancano tutti gli errori che mi
piace mettere nella scrittura". Dargen D'Amico ha anche ideato
un progetto editoriale e visivo, "AI AI Short Documentary", che
estende la performance musicale in un'indagine sul presente: "Ho
interpellato specialisti, menti che si occupano di IA in questo
momento in Italia e non solo. Ho cercato di rappresentare con
loro quelli che sono tre macro temi che mi interessano legati
all'intelligenza artificiale. Il primo è il futuro della
creazione artistica, della musica e non solo
dell'intrattenimento più in generale. Poi il rapporto
uomo-macchina, quindi le evoluzioni prossime dietro l'angolo
della tecnologia. E poi, perché sono un sognatore, il terzo tema
è la sanità, la salute, se effettivamente con l'intelligenza
artificiale la sanità diventerà davvero democratica. Perché
adesso viviamo in un mondo in cui c'è chi può accedere alle cure
e chi no".
Infine la serata cover dove assieme a Pupo e Fabrizio Bosso
si esibirà su una sorprendente "Su di noi": "Volevo utilizzare
musiche che provengono anche da ambienti, culture, luoghi
diversi e fare una sintesi per dare un messaggio di unione, di
condivisione e convivenza. Non era facile convincere un big
della musica italiana a prestarmi un pezzo, a farmelo
rimaneggiare per lanciare un messaggio. Non avevo trovato
nessuno, fino a che Carlo Conti mi ha suggerito Pupo che ha
accettato sulla fiducia, sulla carta". Pupo che è tra i cantanti
italiani che continuano a esibirsi in Russia. "Non mi sono
dimenticato né dell'Ucraina né dello scempio che fanno le
istituzioni russe, ma anche del fatto che noi siamo complici
come Stato italiano del genocidio di Gaza". (ANSA).
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