IL SALUTO
Don Luciano lascia Sesto Calende: «Decisione travagliata»
Il suo addio in una lettera alla comunità: «Persistono dei nodi che mi hanno tolto la serenità». Ora proseguirà il suo ministero al Romitaggio di Ghirla
La notizia arriva inaspettata: dopo tre anni Don Luciano Andriolo lascia la parrocchia di Sesto Calende. Lo ha comunicato lui stesso in una lettera indirizzata alla Comunità Pastorale Sant’Agostino della città sul fiume. Il don proseguirà il suo ministero al servizio della Chiesa diocesana presso il Romitaggio di Ghirla, un luogo di preghiera che si trova in Valganna. Nella lunga epistola Andriolo ripercorre il cammino fatto nella comunità sestese e spiega i motivi della scelta: «La decisione di concludere anzitempo questo mio servizio a Sesto Calende nasce dalla lucida e sofferta consapevolezza che persistono dei “nodi” complessi di vario genere, di fronte ai quali ho fatto i conti con i miei limiti e le mie stanchezze; nodi che hanno messo alla prova la mia salute e i miei equilibri personali, togliendomi serenità».
LA LETTERA DI DON LUCIANO
Di seguito la lettera completa:
“Cara Comunità”,
mi rivolgo a te così, come ad una persona verso la quale provo sentimenti profondi di affetto, di stima, di gratitudine. Non mi è facile scriverti questa lettera! Come non facile e travagliata è stata la decisione di concludere il mio ministero al tuo servizio, proprio nei giorni successivi alla bellissima Festa Patronale di S. Bernardino! Sai bene come sono approdato qui, sulle rive del Ticino, dopo il mio rientro da un anno trascorso a Gerusalemme. Nel mio cuore è sempre rimasta una immensa nostalgia di quella terra, dei suoi luoghi santi, del volto dei tanti fratelli e sorelle incontrati. Come pure sempre vivo è il dolore per tutto quanto in questi anni là è accaduto e continua ad accadere: la violenza, l’ingiustizia, l’umiliazione di un popolo e la durezza di cuore di un altro popolo, entrambi cari. Sono sincero nel dirti che tutto ciò non mi ha però impedito di prendere sul serio il mio mandato di parroco e la mia responsabilità pastorale nei tuoi confronti. Sono persuaso di essermi giocato molto nelle relazioni interpersonali, nel profondo convincimento che l’annuncio del Vangelo passa anzitutto attraverso gli incontri semplici e quotidiani. In questo spendermi ho fatto esperienza di momenti indelebili di condivisione di grandi gioie ma anche di grandi dolori. In questi tre anni ho cercato di offrire proposte e occasioni che aiutassero la tua fede a crescere e interrogarsi sulla sua autenticità. Non mi sono sottratto a quelle responsabilità più di carattere gestionali ed economiche, prendendomi cura delle tante problematiche conservative delle nostre chiese e delle molteplici strutture parrocchiali. Resta il grande rammarico di aver potuto solo avviare l’iter di progettazione della ristrutturazione della chiesa di S. Bernardino. La decisione di concludere anzitempo questo mio servizio a Sesto Calende nasce dalla lucida e sofferta consapevolezza che persistono dei “nodi” complessi di vario genere, di fronte ai quali ho fatto i conti con i miei limiti e le mie stanchezze; e che hanno messo alla prova la mia salute e i miei equilibri personali, togliendomi serenità. Per questo non posso che ringraziare di cuore i laici che più da vicino mi hanno garantito il loro supporto generoso e paziente; a partire dalla segreteria parrocchiale e dai Consigli Pastorali e per gli Affari Economici, verso i quali non ho mai nascosto la mia stima per la leale collaborazione. Il mio grazie va certamente anche ai miei confratelli, don Dino, don Alberto, don Massimo. L’aver condiviso quotidianamente con loro la responsabilità pastorale, pur nella diversità di sensibilità e di vedute, ci ha fatto crescere nella capacità di ascolto e di convergenza sull’essenziale. Cara Comunità, il cammino sul quale ho sempre cercato di accompagnarti è stato quello della maturazione di uno “stile” di apertura verso “l’esterno”; verso un orizzonte largo, capace di abbracciare la vita dell’intera città, in tutti i suoi ambiti. Un cammino che, sono convinto, non deve fermarsi se non vuoi che “la luce e il sale” del Vangelo in te si affievoliscano o perdano di intensità. Su questo confido che i tuoi giovani, ai quali in tante occasioni ho ripetuto: “siete il mio orgoglio!”, continuino a scommettere sulla bellezza dei valori e degli ideali che li abitano. La mia vicinanza e il mio incoraggiamento vanno a tutti i genitori che vivono la quotidiana “sfida educativa”. Non da ultimo, voglio esprimere la mia commossa ammirazione e il mio affetto ai tuoi anziani, per la loro lezione di vita, di dignità, di fede, con la quale mi hanno sempre edificato e confortato. Alle autorità civili e militari, alle innumerevoli Associazioni che rendono vivo e solidale il tessuto sociale di Sesto Calende, confermo i miei sentimenti di profonda stima e gratitudine per la loro testimonianza di dedizione, la cordiale e rispettosa collaborazione; con l’augurio di continuare a credere nel “bene comune” come criterio fondamentale del loro impegno. Infine, cara Comunità, non posso, e non per dovuti convenevoli, non chiederti perdono per quando i miei limiti umani hanno in qualche modo ferito sensibilità, scoraggiato slanci, mortificato il bene. Ancora di più, ti chiedo perdono per la delusione e il disagio che questa mia decisione porta con sé; e che rappresenta, credimi, il motivo più sofferto del mio travaglio interiore. In questi giorni di intensa preghiera allo Spirito di Pentecoste hanno trovato spesso eco in me quelle parole del Vangelo, che erano risuonate nella Domenica del mio ingresso ufficiale il 7 ottobre 2023: “Quando avrete fatto tutto quello vi che è stato ordinato dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare!” (Lc 5,10). A dire il vero non sono per nulla sicuro di aver fatto tutto quello che mi è stato “ordinato” e che io stesso in quel giorno avevo “promesso” al Signore! Sono invece più certo e consapevole di essere un “servo inutile”, nel senso più evangelico del termine: povero, fragile, non necessario! Ti posso però assicurare, cara Comunità, che ti ho voluto bene sul serio! E ti vorrò sempre bene, in nome del bene che Gesù ci ha concesso di condividere, pur nella fugacità ma anche intensità di questi anni. Nel dialogo con l’Arcivescovo è maturata la possibilità che io continui il mio ministero al servizio della nostra Chiesa diocesana presso “il Romitaggio” di Ghirla; un luogo di preghiera che si trova in Valganna, che ha una sua storia molto significativa, legata alla spiritualità francescana. In collaborazione con la Comunità delle Suore di Maria Bambina che oggi gestisce questo luogo, il mio compito sarà quello di proporre e guidare cammini di accompagnamento della fede nella modalità degli esercizi spirituali, di ritiri di gruppo o personali e di direzione spirituale, aperti a tutti. Contemporaneamente presterò il mio servizio anche presso la Basilica di S. Vittore a Varese, secondo modalità da definire. In comunione di fede e di preghiera continueremo a camminare insieme, pur su sentieri diversi, verso la medesima méta che è Gesù stesso, e l’edificazione del suo Regno di amore e di pace. Ti abbraccio forte come padre, fratello e amico”.
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