SICUREZZA
Dopo i furti al cimitero, Borsano chiede più protezione
Apprensione tra i cittadini che si recano in visita ai loro cari defunti
Dopo la brutta sorpresa di sabato mattina, ieri c’era tanta preoccupazione tra chi nel primo pomeriggio si trovava al cimitero di Borsano per pregare sulla tomba dei propri cari. Due furti messi a segno nel giro di un mese non possono essere un caso, ora c’è il timore che prima o poi come dice il proverbio possa arrivare il terzo. E così le famiglie chiedono più protezione, confidando che le immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza piazzate davanti agli ingressi possano essere utili se non per recuperare la refurtiva almeno per identificare i ladri.
Nella notte tra venerdì e sabato qualcuno si è introdotto nel camposanto e ha preso di mira una ventina di tombe, staccando dai marmi arredi, vasi, crocefissi e anche statue. Alle 17 di venerdì, quando il cancello è stato chiuso, le tombe erano in ordine; alle 8 di sabato, quando è stato riaperto, il danno ormai era fatto. C’è chi ipotizza che gli arredi, alcuni dei quali pesanti anche decine di chili, siano stati caricati su un’auto o un furgone portato dentro il cimitero. L’ingresso non presentava segni di scasso, ma d’altra parte il cancello automatico può essere sbloccato facilmente dall’interno. Una misura che era stata presa per permettere a chi resta chiuso dentro di uscire senza telefonare in comune o al comando della polizia locale, ma che può essere tornato molto utile ai ladri che potrebbero essere entrati scavalcando il muro di cinta e usciti passando dalla porta principale.
Per il momento, si tratta comunque solamente di ipotesi. Le immagini raccolte dall’impianto di videosorveglianza piazzato davanti agli ingressi sono state acquisite dalla polizia locale, che provvederà a setacciarle in cerca di elementi utili a chiarire cosa sia successo l’altra notte.
Di certo i ladri erano già stati nel cimitero di Borsano lo scorso 22 febbraio, anche se allora erano stati costretti ad abbandonare sul posto gran parte degli arredi che avevano già smontato. Questa volta hanno preso di mira una ventina di tombe, ma non avranno potuto fare a meno di notare che tante altre custodiscono piccoli tesori. Da qui la preoccupazione delle famiglie e la necessità di correre a ripari.
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