VERSO LE URNE
Elezioni a Casorate, Malpensa al centro
Tra salute e servizi, le incognite del bilancio
Come immagina Casorate Sempione nei prossimi 5 anni? Come intende ”domare” Malpensa? E poi: perché dovrebbero votarla? I due candidati alla poltrona di sindaco Dimitri Cassani e Tiziano Marzon si confrontano nella redazione di Prealpina.
Ecco le loro risposte.
Domanda 1
Cassani
«La immagino come un paese che continua a crescere sulla riga di quello che abbiamo fatto fino a oggi. Ci siamo concentrati molto sulle manutenzioni che a nostro giudizio erano carenti. Abbiamo realizzato delle opere che erano ferme da 40 anni. Ora possiamo concentrarci sulle rifiniture. Per quanto riguarda le grandi opere ancora in attesa ci sono il Parco Urbano e il Villaggio Alzheimer. Quest’ultima dovrebbe partire a giugno. Quindi la nostra idea è la prosecuzione di far crescere Casorate sotto il profilo delle infrastrutture. Senza dimenticare la parte del sociale: i progetti fatti sono tanti, ma spesso non fanno notizia. È uno dei settori che assorbe più risorse: quasi 1 milione di euro su 5 milioni e mezzo di bilancio comunale».
Marson
«Al di là del lavoro ordinario dell’amministrazione ciò che vogliamo fare è far rivivere il paese. Portare avanti dei progetti con le associazioni e con le realtà che lo tengono vivo. Lo si può fare facendo rete, tornando a dialogare con le persone. Con i progetti si può partecipare ai bandi. La nostra idea è allargare la rete anche agli altri Comuni limitrofi. Coinvolgere serve a fare massa critica e con un bacino d’utenza ampio è più facile ricevere fondi. Con il contributo di tutti far sviluppare il paese. Solo con la partecipazione di ognuno, al di là di quello che può essere il partito, si possono sviluppare i progetti».
Domanda 2
Marson
«Il compito principale di un sindaco è tutelare la salute dei cittadini anche perché dal punto di vista economico, non facendo parte del consiglio di amministrazione di Malpensa, non abbiamo nessun ruolo. Bisogna vigilare con l’istallazione delle centraline di controllo del rumore in modo tale che le sid vengano rispettate. Ciò che paghiamo è la mancanza delle mitigazioni e dell’attuazione dei controlli delle rotte di volo e delle conseguenti multe alle compagnie aeree che non le rispettano».
Cassani
«Malpensa è una realtà complessa e sempre in evoluzione. Le cose negli anni sono cambiate molto e a oggi il Cuv non è più uno strumento adeguato perché ha uno statuto vecchio del 1973. Andrebbe riformato per dare compiti ben precisi e comunque gli obiettivi che si era dato allora non sono mai stati raggiunti. Per cui c’è bisogno di una revisione completa dello statuto affinché diventi uno strumento reale del confronto tra territorio e gestore aeroportuale. Ciò che importa al cittadino è l’inquinamento acustico, e da tempo la commissione aeroportuale sta lavorando per trovare soluzioni. Con le politiche di Sea delle green charge e dalla black list si stanno avendo dei miglioramenti, ma c’è ancora molto da fare. E comunque, come amministratori, non possiamo dimenticare che Malpensa c’è ed è la prima azienda del territorio. Bisogna cercare di avvicinare le due rette, una dello sviluppo e una della sostenibilità, in modo tale il traffico possa crescere e che le persone che vivono il territorio abbiano una vita dignitosa».
Servizio completo sulla Prealpina in edicola domenica 17 maggio, disponibile anche in edizione digitale
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