IN MOSTRA
Escher, l’artista delle illusioni
Al Mudec di Milano l’esposizione dedicata all’artista olandese, al rapporto tra arte e matematica e all’importanza dei viaggi
Realizzò opere “impossibili“, ispirandosi alla matematica, anche se non aveva un particolare talento scolastico per le materie scientifiche (fu bocciato due volte). L’interesse di Maurits Cornelis Escher (1898-1972) per le forme geometriche e le costruzioni improbabili che esplorano il concetto di infinito nacque durante un viaggio, nel 1922. Visitando a Granada l’Alhambra, rimase stupito per le forme ripetitive delle piastrelle che la decoravano e ne prese spunto per creare disegni con tassellazioni, utilizzando però forme riconoscibili e mutevoli.
È dedicato proprio al rapporto tra arte e matematica e all’importanza dei viaggi la mostra in corso al Museo delle Culture (Mudec) di Milano – fino all’8 febbraio – M.C. Escher. Tra arte e scienza, dedicata all’artista olandese che torna così in Italia dopo dieci anni. Realizzata in collaborazione con il Kunstmuseum Den Haag e resa possibile grazie a Fondazione M.C. Escher, la mostra è curata da Claudio Bartocci, Paolo Branca e Claudio Salsi e presenta 90 opere di Escher tra incisioni, acquerelli, xilografie e litografie nonché oltre 40 oggetti islamici di confronto provenienti dal museo dell’Aia e da altre istituzioni milanesi tra cui il Mudec e il Castello Sforzesco. Otto le sezioni che esplorano cronologicamente il percorso dell’artista, dagli esordi in cui prevale il gusto per la rappresentazione di soggetti naturalistici, alla scoperta dei paesaggi italiani, nel viaggio attraverso il nostro Paese tra il 1922 e il 1935 (con un lungo soggiorno romano, città di cui si innamorò), fino alla piena maturità, in cui M.C. Escher sviluppò un sofisticato uso di tassellazioni, cicli metamorfici, illusioni ottiche e rappresentazioni dell’infinito. Sono inoltre esposti disegni preparatori, acquerelli, materiali d’archivio, che ne documentano il processo creativo, la capacità di costruire, grazie a un linguaggio unico, un ponte tra arte e scienza, tra il mondo occidentale e quello orientale.
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