IL CONFRONTO
«Europa unita e forte. Ma con sussidiarietà»
L’intervento del giovane varesino Lorenzo Vigo, di Forza Italia, al meeting a Rodi del Ppe sul bilancio UE
«Il nuovo quadro finanziario pluriennale non è all’altezza delle sfide globali che la comunità europea deve affrontare. Se da un lato lo stanziamento di mille miliardi per Pac e coesione garantisce la tenuta dei territori, dall’altro è impensabile non prevedere risorse di pari peso per la competitività e la difesa comune, in linea anche con quanto tracciato dal Report Draghi». Questo l’intervento del varesino Lorenzo Vigo, esponente di Forza Italia e membro del programma Yep (Young elected politicians) del Comitato europeo delle Regioni (CdR), a Rodi al meeting del gruppo Ppe sul futuro del bilancio UE 2028-2034.
«È fondamentale che i Paesi membri facciano finalmente un salto di qualità verso un’integrazione europea più profonda, perché ne va del nostro stesso futuro economico e geopolitico» ha aggiunto.
«Oggi la vera sovranità si tutela solo all’interno di un’Europa forte e unita a livello globale. Quella nazionale sbandierata dai partiti anti-europeisti è una sovranità millantata, un’illusione che indebolisce i singoli Stati di fronte ai giganti mondiali. L’Italia ha bisogno dell’Europa esattamente come l’Europa ha bisogno dell’Italia: il nostro Paese, così come gli altri partner, supererà questa stagione complessa solo se l’Europa si fa davvero».
Questo slancio unitario e anti-populista, secondo l’esponente di Forza Italia, non deve però tradursi in omologazione: «L’Unione deve rimanere un ente fondato sulla valorizzazione e sulla garanzia delle differenze storiche e culturali dei Paesi membri, e lo strumento centrale per farlo è il rispetto della sussidiarietà».
A questo proposito, Vigo ha concluso rimarcando il ruolo centrale che dovranno avere i territori nella gestione della nuova architettura finanziaria: «Il contatto diretto con gli enti locali e l’applicazione rigida del principio di sussidiarietà verticale sono elementi per me fondamentali, che vanno garantiti in ogni fase della programmazione. Se vogliamo efficienza di spesa e di risultati non si può pensare di calare le decisioni dall’alto: per vincere la sfida della transizione e della crescita, l’Europa deve ripartire dalle reali esigenze delle comunità locali, assicurando che ogni euro stanziato si traduca in investimenti concreti e immediati sul territorio».
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