IL BILANCIO
L’Arma, i suoi eroi, i valori
In via Saffi a Varese celebrato il 212esimo anniversario dei Carabinieri. Gli encomi e i messaggi
Prima i numeri. Poi i nomi. Perché il 212° anniversario dell'Arma celebrato oggi, venerdì 5 giugno, al Comando provinciale di via Saffi a Varese è stato insieme il bilancio di un anno di attività e il racconto di uomini e donne che, in modi diversi, hanno lasciato un segno. Dalle inchieste contro le mafie ai salvataggi di persone in pericolo, dalle truffe agli anziani allo spaccio nei boschi, fino alla cattura del pluriomicida Elia Del Grande. Davanti al prefetto Salvatore Pasquariello, al governatore Attilio Fontana, al presidente della Provincia Marco Magrini, ai parlamentari Andrea Pellicini e Maria Chiara Gadda, ai sindaci e alla grande famiglia dei carabinieri, il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Marco Gagliardo ha tracciato il bilancio dell'attività svolta nel Varesotto. Un territorio complesso, attraversato da importanti direttrici economiche e infrastrutturali e per questo esposto a fenomeni criminali sempre più articolati. Ma anche una provincia nella quale la sicurezza passa dalla presenza quotidiana dei carabinieri accanto ai cittadini, come dimostrato dall'impegno durante il lungo isolamento di Monteviasco, valso recentemente la Rosa Camuna attribuita dalla Regione Lombardia. Nel suo intervento il comandante ha richiamato i valori fondanti dell'Arma, dalla memoria di Eluet el Asel e Culqualber fino al sacrificio dei militari caduti in servizio. Un pensiero rivolto anche alle famiglie e, per il territorio varesino, a Salvatore Pietrocola, Domenico Palazzo, Giorgio Vanoli e Roberto Ticli. Ma il ricordo del passato è servito soprattutto a leggere il presente. I dati parlano di un'Arma impegnata nell'88 per cento dei reati denunciati in provincia e capace di individuare i responsabili nel 55 per cento dei casi scoperti complessivamente dalle forze di polizia. Un risultato costruito soprattutto attraverso la rete delle Stazioni territoriali, destinate presto a essere affiancate dal nuovo Squadrone Eliportato "Cacciatori delle Alpi", specializzato nel contrasto allo spaccio nelle aree boschive. A dare volto a quei numeri sono stati gli encomi consegnati nel corso della cerimonia.
Gli encomi
Il riconoscimento più prestigioso, l'encomio solenne, è andato agli investigatori Gian Luca Barbero, Fabio Fronteddu, Massimo Papa, Andrea Incampo, Lorenzo Armanti e Angelo Pirozzi per una complessa indagine che ha fatto emergere i collegamenti tra Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra interessate a infiltrarsi nel tessuto economico lombardo. L'operazione si è conclusa con 154 rinvii a giudizio, 49 misure cautelari e sequestri per oltre 225 milioni di euro. Tra gli encomi semplici figurano quello all'appuntato scelto Luca Mancin, che a Cardano al Campo ha convinto un giovane a rinunciare al suicidio, e quello ai militari Rochi De Donatis, Pierluigi Montalto, Mattia Cislaghi, Francesco Costa, Viviana Calderone e Mariachiara Notariello, protagonisti di un'indagine che ha smantellato una banda specializzata in truffe agli anziani. Premiati anche il tenente colonnello Alessandro Giuliani e gli investigatori che hanno identificato e fatto arrestare in tempi rapidi i responsabili dell'omicidio di Cairate, oltre agli uomini che hanno portato a termine una vasta operazione contro lo spaccio nei boschi tra le province di Varese e Milano con 26 arresti.
I gesti
Accanto alle grandi indagini ci sono poi i gesti che non finiscono nelle statistiche. A Saronno Stefano Avello e Paolo Abruzzese hanno impedito a un uomo di togliersi la vita. A Busto Arsizio Alessio Olivieri e Alberto Deiola hanno salvato una persona colpita da infarto grazie all'utilizzo del defibrillatore. A Venegono Superiore Enrico Luigi Roma e Julo Cosimo Malorgio hanno tratto in salvo un'anziana rimasta intrappolata nella propria abitazione in fiamme. Infine un encomio è stato attribuito all'intero Nucleo investigativo provinciale per avere rintracciato e fatto sottoporre a misura di sicurezza Elia Del Grande dopo il suo allontanamento dalla Casa lavoro del Modenese.Numeri e persone, dunque. Perché, come ha ricordato il colonnello Gagliardo, chi bussa alla porta di una caserma non cerca soltanto l'applicazione della legge, cerca fiducia. E una risposta.
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