IL MONOLOGO
Figli di Abramo: mito, storia e leggenda del profeta
Il racconto di Svein Tindberg in scena al Teatro Filodrammatici di Milano

Un monologo che mette in scena il viaggio di un attore che da Gerusalemme si mette alla ricerca dell’Abramo perduto, rievocando mito e leggenda del profeta.
Figli di Abramo di Svein Tindberg ha superato i 150mila spettatori nella sola Norvegia e, tradotto e diretto da Gianluca Iumiento e adattato e interpretato da Stefano Sabelli, arricchito di esperienze personali, fino all’11 novembre è in scena al Teatro Filodrammatici di Milano.
Una sorta di Mistero Buffo che si incentra sulla vita e sulla dinastia di Abramo, in un racconto colto, divertente e intimo, arricchito dalle musiche dal vivo di Giuseppe Moffa, Manuel Petti e Marco Molino. Il mito, la storia, la leggenda del profeta condiviso da ebrei, cristiani e musulmani, del primo credente monoteista dell’umanità rivivono attraverso le chiavi dell’affabulazione, dell’ironia e dei riferimenti all’attualità: Abramo si oppose all’idolatria dei suoi tempi per credere in un unico e solo Dio Creatore e, ribelle ai facili idoli, diventa il primo esule braccato, in perenne peregrinare fra Egitto, Cisgiordania, Penisola arabica, Mar Rosso, alla ricerca della Terra Promessa.
Figli di Abramo indaga così, generando anche nuove storie, l’origine delle tre grandi fedi monoteiste, ma racconta anche la storia di conflitti perenni e incomprensibili fra popoli che spesso, dalla lettura comparata dei testi sacri, dovrebbero considerarsi fratelli gemelli. Con Abramo come patriarca e capostipite.
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