L’ARTISTA
Gabry Ponte: 25 anni di carriera tra i palazzetti
Il dj e producer italiano più ascoltato nel mondo conta oltre 3 miliardi di stream globali. Il suo tour inizierà al Mediolanum Forum di Assago

Che cosa c’è dentro una hit magari sentita e risentita, e che tuttavia continua ad agitare l’audience esattamente come al primo ascolto? Nel caso di Gabry Ponte, ci sono come minimo 25 anni di carriera. Un quarto di secolo che il disc-jockey più pop e popolare d’Italia vuole celebrare con un tour per palazzetti che dimostri tutto l’affetto che intere generazioni di fan hanno provato e provano tuttora per i suoi beat e i suoi remix.
Il torinese ha scelto come tappa iniziale di questa carovana di spettacoli il Mediolanum Forum di Assago. La festa incomincia sabato 27 alle 21. Poche (e scandite) date ma buone, ecco il piano di azione per la tournée in occasione dell’importante anniversario. Dopo il palasport della periferia milanese, Ponte passerà per la sua città natale. Più di un mese dopo, per la precisione il 2 marzo, sarà il turno del PalaAlpitour di Torino, dove i posti sono già andati sold out. A quel punto, colui che è uno dei deejay italiani più ascoltati nel mondo si trasferirà all’Unipol Arena di Bologna per il concerto del 6 aprile, per infine concludere questo ragionato ciclo performativo il 15 giugno nella Capitale: all’Ippodromo delle Capannelle, nell’ambito del festival Rock In Roma.
Sarà l’opportunità per ricordare le tante release prodotte dall’ex artefice delle basi degli Eiffel 65, un repertorio di dance elettronica che ha segnato l’andamento delle classifiche tanto quanto delle discoteche del Nuovo Millennio. Già, perché il fenomeno Ponte continua tutt’oggi, ancora a distanza di due decenni e mezzo a quell’esplosivo, mitologico esordio targato 1998 che portava per titolo Blue (da ba dee).
Tra le ultime conquiste di un curriculum che vanta più di 3 miliardi di stream globali e 15 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, due dischi di diamante, 40 di platini e 22 d’oro, c’è stata per esempio la premiazione durante i SIAE Awards del brano Thunder, con featuring di LUM!X e Prezioso,come Miglior brano della categoria Online. E intanto anche la sua ultima fatica, il singolo Easy on my Heart, sta scalando le principali graduatorie di vendita. Insomma, non si può dire che da questo punto di vista il sound di Ponte stia invecchiando male. Forse non sta invecchiando affatto. Cinquant’anni di cui la metà passati a diventare uno dei più costanti hitmaker della consolle, Gabriele Ponte è molto probabilmente il nome che il pubblico del Belpaese associa come primo risultato alla corrente dell’europop. La definizione, non a caso, è la stessa che gli Eiffel avevano ripreso quando fu dato alle stampe il loro primo album.
Staccatosi dal trio sostanzialmente nel 2003, dopo aver presentato a Sanremo un altro immediato successo come Quelli che non hanno età, Ponte ha racimolato una serie di produzioni e collaborazioni di assoluto pregio. Dai tormentoni con Haiducii e Little Tony ai remix di Fabrizio De André e Gianni Togni, ha lavorato anche insieme a Jovanotti, Zucchero, Edoardo Bennato, Elisa, Eros Ramazzotti, Subsonica e J-Ax, senza dimenticare artisti internazionali quali Shaggy e Amii Stewart. Dirige inoltre l’etichetta indipendente da lui fondata Dance and Love.
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