L’ESPOSIZIONE
Kandinsky al Maga di Gallarate
Presentata la mostra che aprirà domenica 30 novembre. Percorso espositivo con 130 opere
Sulle tele di Kandinsky i colori si muovono come fossero vivi, ed è proprio da questa energia che è partita la presentazione di “Kandinsky e l’Italia”, questa mattina, venerdì 28 novembre, al Museo Maga di Gallarate. La mostra – frutto della collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – raccoglie 130 opere, tra cui venti lavori del maestro russo insieme a pezzi di Paul Klee e Joan Miró. L’esposizione sarà aperta al pubblico da domenica 30 al 12 aprile 2026.
GALLARATE POLO CULTURALE DI LIVELLO
Durante l’incontro, il presidente del Maga, Mario Lainati, ha parlato dell’importanza di una collaborazione così significativa: una mostra «che ci permette di dialogare con Venezia e di aprirci a nuove prospettive». Fa eco la presidente dei Musei Civici di Venezia, Maria Cristina Gribaudi, che ha insistito sul valore dell’apertura: «Venezia è il frutto del lavoro di uomini e donne e deve restituire la sua bellezza al territorio». Portare fuori le opere dai depositi, ha spiegato, significa condividerle davvero. E ha usato un’immagine affettuosa: «I Kandinsky sono come fratelli e sorelle che dopo tanti anni si ritrovano insieme». «Non possiamo reggere il paragone con Venezia», ha ammesso il sindaco Andrea Cassani, ma ha ricordato come Gallarate abbia avuto «la passione e l’energia per scommettere sull’arte e vincere», anche grazie all’impegno degli imprenditori locali «che hanno avuto visione e passione». Un lavoro di ricerca lungo e condiviso, come ha sottolineato l’assessore alla Cultura, Claudia Mazzetti, che ha messo in luce il dialogo tra l’astrattismo e le opere del territorio tra gli anni Trenta e Cinquanta: «Un progetto che ci ha coinvolti per diversi anni, con molta passione». Molto diretto l’intervento di Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese: «Quando vedo un’opera d’arte voglio emozionarmi e credo che questa mostra ci riuscirà. Con questo evento è la capitale della cultura in provincia». Un messaggio chiaro: «Con la cultura possiamo promuovere il nostro territorio». Un messaggio di cui («al primo giorno di insediamento») l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, si è fatta portavoce: «La nostra è una regione altamente culturale e non ha nulla da invidiare al Veneto». E il Maga, ha aggiunto, dimostra di saper fare rete e di mettere in campo «una grande ricerca scientifica e una curatela di alto livello». Un mosaico di voci che restituisce il senso di un progetto condiviso e di un percorso che, da domenica, sarà pronto ad accogliere il pubblico.
LA MOSTRA
“Kandinsky e l’Italia” presenta 130 opere, di cui 20 di Kandinsky, con capolavori provenienti da Ca’ Pesaro, dal Maga e da prestigiose collezioni pubbliche e private, che aiutano a ripercorrere la nascita dell’arte astratta e la sua evoluzione europea e italiana – ancora oggi viva nel linguaggio creativo contemporaneo –, dalle avanguardie storiche alla piena maturità del linguaggio non figurativo, offrendo uno sguardo critico sull’attualità di quella ricerca spirituale che Kandinsky aveva posto al centro della modernità artistica. «Si tratta di una nuova avventura – afferma Elisabetta Barisoni che cura la mostra insieme a Emma Zanella –. Sono sicura che l’esposizione possa costituire un rinnovato momento di riflessione sul portato rivoluzionario delle avanguardie storiche e in particolare dell’astrattismo di Kandinsky e dei suoi sodali, fino alle correnti del secondo dopoguerra». «La mostra Kandinsky e l’Italia – dichiara Emma Zanella – permette di esplorare le principali correnti artistiche astratte e concretiste, includendo opere di Kandinsky, Klee, Arp, Calder, Mirò fino alla scena artistica italiana degli anni Trenta e del secondo dopoguerra. Questi periodi sono fondamentali per comprendere le evoluzioni del linguaggio artistico e le riflessioni culturali di quegli anni, ricchi di nuove prospettive e aperture verso le arti».
© Riproduzione Riservata


