COMMISSIONE
Le strade tortuose verso il nuovo ospedale
Gallarate, bus e rischio collasso della viabilità: ancora dubbi sul polimedico
Come ci arriveranno i gallaratesi all’ospedale nuovo previsto a Beata Giuliana, una volta che sarà realizzato quello e chiuso il Sant’Antonio Abate? Il potenziamento di due linee dei bus preventivato dalla Provincia basterà per togliere auto a sufficienza da evitare il collasso della viabilità? Chi si aspettava risposte puntuali dalla Commissione di ieri sera, tutta dedicata al futuro della sanità cittadina, è rimasto deluso.
Risposte sui tempi e sugli autobus
Le strade che vanno potenziate per offrire un’alternativa al Sempione sono già state definite da un pezzo – dal lato gallaratese così come sul versante bustocco – ma restano da scrivere le risposte sui tempi. E quelle sugli autobus. «Con il Comune di Busto abbiamo già avuto un incontro preliminare. È di prossima previsione un incontro anche con il Comune di Gallarate», ha detto Massimiliano Mastroianni, l’ingegnere dell’Asst Valle Olona a capo della struttura che fa da cerniera nel rapporto con i tecnici dei municipi. Ma per l’opposizione gallaratese una risposta così non basta. Perché il 2027 indicato per la posa della prima pietra del Grande ospedale della Malpensa è dietro l’angolo ma «senza un piano sulla viabilità il progetto dell’ospedale non va avanti», ha ricordato il capogruppo del Partito democratico, Giovanni Pignataro. «Inizio a pensare che questo ospedale non lo vogliano fare», è il sussurro a fine seduta dell’altro dem della commissione, Carmelo Lauricella.
Ospedale di comunità, se la Regione dà l’ok
Per il dopo-Sant’Antonio Abate si riapre, invece, la porta dell’ospedale di comunità destinato ai pazienti fragili che non hanno bisogno di cure acute, la cui apertura finora era rimasta da definire bene nei piani gallaratesi dell’Asst. Quindici o venti posti al terzo piano del padiglione polimedico «se la Regione ci dà l’ok»: questa la nuova previsione anticipata dal direttore sociosanitario della Valle Olona, John Tremamondo. A Gallarate potrebbe tornare nei mesi a venire anche la guardia medica che adesso è a Cassano Magnago.
«Nessun problema di personale»
L’altra buona notizia è che «non abbiamo problemi di mancanza di personale», ha ribadito Tremamondo. Ma, a proposito del resto, nella maggioranza di centrodestra che governa la città si torna ancora una volta ad alzare l’asticella. «Non mi ritrovo molto nelle previsioni, rispetto alle nostre richieste», ha detto ieri fuori dai denti Michele Aspesi, capogruppo della lista civica del sindaco, a proposito dei piani per il polimedico. Tremamondo ha sottolineato a più riprese che con le due case di comunità che dovrebbero andare a regime dopo l’estate, Gallarate, agli occhi dell’Asst, avrà tutto quello che potrebbe sperare. «Dobbiamo metterci tutti insieme e crederci», ha chiuso. Ma Aspesi non s’è convinto del tutto: «Non è quello che avevamo chiesto, vedremo come muoverci», dice alla fine della seduta. E se non è convinto lui, figurarsi l’opposizione. Anche i medici di base qualche perplessità ce l’hanno: «Per i cronici servono linee programmatiche molto ben definite», ha ricordato Elena Pastò.
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