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Gianna Nannini: una rocker da tenere nell’anima
L’album è capofila di un progetto che comprende anche un libro e un tour. Il concerto ad Assago il 3 aprile

Nella canzone che apre questo suo nuovo album, Gianna Nannini sintetizza perfettamente quello che può leggersi alla base del nuovo multiforme progetto Sei nell’anima.
La morte è obbligatoria, canta la rocker di Siena, ma l’età è facoltativa. E infatti, nell’anno solare in cui Nannini spegnerà le 70 candeline, l’impressione è che la voglia di fermarsi non sia proprio contemplata. Anzi, l’energia proattiva della cantautrice si è tradotta non soltanto in un disco di inediti, ma anche in un film, un libro e un’imminente tournée.
Quattro facce della stessa iniziativa, che riprende per ciascuna il titolo di uno dei più celebri successi di Nannini. L’album, disponibile da qualche giorno in digitale, vinile e CD, non è però tanto una celebrazione della carriera, quanto un omaggio alle radici sonore che animano da sempre la sua musica. «Anima» è appunto la traduzione italiana di «soul», uno dei generi simbolo della comunità afroamericana che ha ispirato Nannini tanto quanto il rock ‘n’ roll. Un romanzo soul, quindi, che reca le firme prestigiose di produttori quali Andy Wright, Tony Miller e Raül Refree.
Il disco è stato anticipato dal singolo Io voglio da te, scritto insieme ad Alex “Raige” Vella e Mauro Paoluzzi e accompagnato da un videoclip che raccoglie i migliori momenti della Gianna nazionale sui palchi di tutto il mondo. Tra gli autori delle nuove tracce anche l’inseparabile Pacifico. Ci sarà però anche un film - e non un documentario, come ci tiene a precisare lei stessa - a raccontare la storia di Nannini. Sei nell’anima apparirà su Netflix dal 2 maggio e narrerà i primi trent’anni di vita dell’artista, dall’infanzia ai primi successi. Passando per un anno-chiave di svolta, quel 1983 che dà il titolo al già menzionato primo brano dell’album, che da allora sarà per Gianna la sua vera e propria data di nascita. A interpretare la protagonista Letizia Toni.
Il libro riprende invece l’autobiografia pubblicata da Nannini nel 2016, con una prefazione precedentemente assente. Sei nell’anima (Cazzi miei) utilizza come sottotitolo l’irriverente titolo della prima pubblicata e nelle pagine aggiunte spiega la relazione tra il volume e la trasposizione cinematografica, fornendo qualche assaggio del processo creativo dell’adattamento.
Infine, da novembre partirà un tour internazionale tra Mitteleuropa e Belpaese che Nannini avvisa sarà impreziosito dalla presenza di un’inedita compagine di esperti musicisti. Dopo l’inaugurazione del 24 all’Arena di Ginevra, la rassegna Sei nell’anima Tour - European Leg toccherà Zurigo, Monaco di Baviera, Hannover, Francoforte, Berlino, Essen, Ludwigsburg, Ravensburg, Norimberga, e Kassel. In seguito, da metà dicembre, ecco il ritorno in patria nei maggiori palazzetti d’Italia: il Nelson Mandela a Firenze, l’Inalpi Tour a Torino, il Mediolanum Forum a Milano, il Palasele a Eboli e infine il Palazzo dello Sport a Roma.
Nannini ha presentato il progetto Sei nell’anima in uno speciale party all’Armani Privé di Milano, dove si è esibita insieme a Refree e Pacifico in alcune esecuzioni acustiche, tra quella del brano che chiude il disco, Mi mancava una canzone che parlasse di te. Nannini si conferma un uragano di inventiva e adrenalina, che non distrugge ma entusiasma. Capace davvero, come recita l’ambizioso prospetto quadripartito, di entrare nell’anima di chi la ascolta e la incontra.
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