LA SENTENZA
Gianni Sala morì bloccato a terra, assolti i due vigilantes
I fatti nell’agosto del 2023 davanti alla sede Sky di Rogoredo. Le guardie giurate erano imputate per omicidio preterintenzionale. La Corte: «Adempimento del dovere»
«Ma vi rendete conto quello che avete fatto? Mio figlio non c’è più e quelle due bestie sono libere». Parole di dolore e rabbia per la mamma di Gianni Sala – il trentaquattrenne di origini palermitane che viveva con lei a Germignaga, morto nella notte tra il 19 e il 20 agosto del 2023 fuori dagli studi di Sky Italia, in zona Rogoredo a Milano – nel primo pomeriggio di oggi, martedì 14 aprile, al momento della lettura della sentenza della Corte d’Assise del capoluogo lombardo.
Il collegio presieduto dal giudice Piera Bossi ha assolto entrambe le due guardie giurate alle dipendenze di Italpol. Finite sul banco degli imputati con l’accusa di omicidio preterintenzionale per non aver esitato a utilizzare le maniere forti contro un uomo in evidente stato di alterazione a seguito dell’assunzione massiccia di sostanze alcoliche e stupefacenti. Nei loro confronti il pubblico ministero Alessandro Gobbis aveva sollecitato due condanne rispettivamente a sei anni e a quattro anni e mezzo di reclusione. Nonostante le immagini della videosorveglianza che hanno documentato come i vigilantes avessero trattenuto a terra con un ginocchio sulla schiena la vittima per oltre quattro minuti e mezzo, sono stati prosciolti in virtù della scriminante dell’adempimento del dovere.
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