LA FLESSIONE
Il crollo delle auto in Svizzera: minimo storico
Nel 2025 venduti 233.700 veicoli nuovi, il dato più basso degli ultimi 25 anni
Gli svizzeri non comprano più automobili. I dati di vendita più recenti raccontano di un crollo verticale del mercato: 233.700 veicoli nuovi, il dato più basso degli ultimi 25 anni. I numeri sono forniti da Auto- Svizzera, l’associazione degli importatori, la quale rivela tra l’altro che nell’anno appena concluso c’è stata un’ulteriore flessione del 2% rispetto al 2024, già molto negativo. Solo cinque anni fa erano 300mila i veicoli messi in circolazione all’anno.
Minimo storico
«Il mercato automobilistico elvetico ha raggiunto un minimo storico - ha spiegato il presidente di Auto-Svizzera Peter Grünenfelder - Questo sviluppo è il risultato di una politica climatica errata, con una regolamentazione eccessiva delle emissioni di CO2 unica in Europa, che ha gravi conseguenze per gli importatori, i concessionari e l’industria automobilistica elvetica nel suo complesso».
Auto troppo care, elettronica eccessiva
Alla base del crollo delle vendite c’è l’atteggiamento generale degli svizzeri che bocciano le vetture prodotte oggi: troppo care e con troppa elettronica come equipaggiamento e dotazioni. Il risultato è che il parco auto della Confederazione sta invecchiando, nella preoccupazione del settore, a cominciare dai venditori e dei commercianti. In base all’ultima rilevazione dell’Ufficio federale di statistica, l’età media di un’auto in Svizzera è di 10,5 anni, mentre 25 anni or sono era ancora di 7,4 anni.
I numeri
Nei dettagli, nel periodo gennaio-dicembre 2025 spicca l’avanzata dell’ibrido (+3% annuo, a 82.600), dell’elettrico (+15%, a 53.300) e soprattutto dell’ibrido plug-in (+26% a 26.200), mentre arretra l’endotermico: cala il propulsore a benzina (-20% a 55.700) e quello diesel (-29% a 16.000). La quota dei motori alternativi ha raggiunto il 69% (era del 62% nel 2024). Già nel corso del 2025, Auto-Svizzera parlava di una «situazione di mercato insoddisfacente». In base agli obiettivi della seconda tappa del piano di promozione dell’elettromobilità elaborato dalla Confederazione d’accordo col ramo automobilistico a fine 2025, i veicoli a ricarica elettrica dovrebbero costituire la metà di tutte le immatricolazioni, obiettivo che attualmente appare fuori portata.
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