L’ANALISI
Gruppo Cap, 164 milioni per il territorio
Presentato il bilancio della green utility pubblica
Positivi i risultati economico-finanziari del 2025 del Gruppo Cap. La green utility pubblica, che si è vista prorogare fino al 2037 la concessione del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano (e dunque di tutto l’Alto Milanese), ha infatti avuto ricavi per oltre 500 milioni di euro e un utile netto di oltre 36 milioni di euro. È cresciuto anche il dato relativo agli investimenti: 164 milioni, +19%. Se i consumi energetici sono stati ridotti del 2%, la produzione di energia rinnovabile è aumentata del 29% grazie all'attivazione di nuovi impianti fotovoltaici e alla produzione di biogas. Per quanto riguarda la sola energia elettrica, l'autoproduzione da fotovoltaico e cogenerazione ha consentito di contenere ulteriormente i costi per l'energia elettrica, scesi a 38,7 milioni di euro. Precisato che il bilancio 2025 sarà approvato dall’assemblea dei soci in programma il prossimo 14 maggio, più del 15% dei ricavi è derivato da attività e servizi non legati alla gestione dell’acqua. Una voce, quella relativa alla diversificazione, cresciuta del 20% in un solo anno.
A questo proposito, il presidente Yuri Santagostino ha ricordato l’impegno crescente del Gruppo Cap all’interno di Ala - Aemme Linea Ambiente, l’operatore di riferimento per i servizi di igiene urbana e raccolta rifiuti in un’area che comprende l’Ovest e l’Alto Milanese e la provincia di Varese (Castellanza e Gallarate, in primis). «Gruppo Cap ha acquisito una partecipazione in Ala per realizzare una gestione integrata dell'economia circolare. Unendo la gestione dell’acqua a quella dei rifiuti, possiamo generare sinergie industriali uniche (come il trattamento congiunto di fanghi e scarti organici) e offrire ai Comuni un unico interlocutore pubblico – ha dichiarato ieri -. Abbiamo acquisito una quota iniziale del 20%, con un piano già tracciato per salire al 40% entro tre anni tramite aumento di capitale e abbiamo già pianificato investimenti per 8,8 milioni di euro, con l'obiettivo di far balzare i ricavi di Ala dai 45 milioni del 2025 a oltre 75 milioni di euro nel 2026, complice l’aumento dell’utenza servita, da 300 mila a 500 mila persone».
Tornando all’acqua, Santagostino ha parlato che tra le strategie industriali di Cap i servizi idrici e la gestione dell’acqua «vanno riviste alla luce dei cambiamenti climatici» e ha ricordato che le perdite idriche della rete non superano il 19% (contro un dato italiano del 42%). Impressionante il consumo d’acqua potabile pro capite: 190 litri.
I microinquinanti? «Per quanto riguarda i Pfas sono già adesso sotto la soglia che entrerà in vigore a giugno; nella zona Est della Città metropolitana abbiamo qualche criticità, segnalata anche ad Ats e Regione Lombardia, per quel che riguarda il Tfa (acido trifluoroacetico)», ha spiegato Santagostino. «Ogni anno investiamo fino a 70 milioni di euro in tecnologie di trattamento e in controlli sistematici per garantire acqua sicura».
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